
Le parole si spezzano tra le lacrime, ma il messaggio resta chiaro. Una famiglia divisa, mesi di distanza, bambini lontani da casa e dai genitori.
Davanti ai microfoni, il dolore diventa racconto. E la speranza si trasforma in una richiesta precisa: tornare insieme.
Alla Camera dei deputati, durante la conferenza stampa promossa da Michela Vittoria Brambilla, si è parlato del caso di Nathan e Catherine, una coppia che da mesi vive la separazione forzata dai propri figli.
“Un calvario per la famiglia”
Brambilla ha aperto l’incontro parlando di un “vero calvario”, chiedendo un intervento per riunire la famiglia:
«Non avrò pace finché questa famiglia non sarà riunita. Voglio essere la voce di questi bambini».
La deputata ha anche denunciato quello che definisce un sistema da rivedere, parlando di allontanamenti di minori da riformare.
Il dolore dei genitori
Nathan ha letto un messaggio carico di emozione:
«Non potete immaginare il dolore che abbiamo passato negli ultimi cinque mesi, specialmente i bambini».
Ha raccontato di una doppia separazione: prima dalla casa e dal padre, poi dalla madre, con conseguenze profonde:
stress, paura e perdita della serenità.
Le lacrime di Catherine
Accanto a lui, Catherine non è riuscita a trattenere le lacrime:
«Siamo affranti perché sappiamo che i nostri bambini soffrono e non possiamo riportarli a casa».
Ha descritto la sofferenza vissuta durante gli incontri nella casa rifugio e il senso di impotenza:
«È la cosa più crudele che abbia visto fatta a dei bambini».
La richiesta: riunire la famiglia
Il cuore della vicenda resta una richiesta semplice quanto urgente:
riunire genitori e figli.
Un appello rivolto alle istituzioni, mentre il caso diventa simbolo di una questione più ampia, quella degli allontanamenti dei minori e delle loro conseguenze.
Nel frattempo, resta sospesa la vita di una famiglia che chiede solo di tornare insieme.


