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Guerra e rincari globali: anche i preservativi costeranno fino al 30% in più

Pubblicato: 22/04/2026 23:39

Non è solo il prezzo del carburante a salire. Le conseguenze dei conflitti internazionali si infilano nelle catene produttive globali, arrivando fino agli oggetti più quotidiani.

Dalle rotte marittime alle materie prime, ogni anello della filiera risente delle tensioni. E ora l’impatto si prepara a toccare anche un prodotto insospettabile.

La società malese Karex, il più grande produttore mondiale di preservativi, ha annunciato un possibile aumento dei prezzi fino al 30% nei prossimi mesi.

Il legame con la guerra

All’origine dei rincari ci sono le tensioni legate al conflitto in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale.

Il blocco e le difficoltà nei trasporti stanno facendo crescere i costi delle materie prime e rallentando le spedizioni.

Materie prime più care

L’amministratore delegato Goh Miah Kiat ha spiegato che la produzione di preservativi dipende da diversi prodotti petrolchimici, tra cui:

  • ammoniaca per la conservazione del lattice
  • etanolo per imballaggio e stampa
  • olio di silicone per la lubrificazione

Dall’inizio della guerra:

  • il costo dell’olio di silicone è salito del 30%
  • i prezzi del lattice nitrilico sono raddoppiati
  • i costi complessivi di produzione sono aumentati del 25-30%

Prezzi in aumento inevitabili

“Non abbiamo altra scelta che trasferire i costi ai clienti”, ha dichiarato il CEO.

L’azienda produce circa 5 miliardi di preservativi all’anno e rifornisce marchi globali, oltre a programmi internazionali, tra cui quelli delle Nazioni Unite.

Domanda in crescita

Nonostante i rincari, la domanda non sembra destinata a calare.

Anzi, secondo Karex, nel 2026 si registra un aumento del 30%, anche a causa delle difficoltà nelle forniture e delle scorte ridotte.

“Il mercato dei preservativi è praticamente immune all’inflazione”, ha sottolineato Goh, spiegando che nei periodi di incertezza l’utilizzo tende addirittura ad aumentare.

Un effetto a catena

Il caso evidenzia come le tensioni geopolitiche possano avere ripercussioni dirette sulla vita quotidiana, ben oltre i settori più evidenti.

Dalla logistica globale ai prodotti di uso comune, il costo della guerra continua a propagarsi lungo tutta la filiera economica.

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