
Non è solo il prezzo del carburante a salire. Le conseguenze dei conflitti internazionali si infilano nelle catene produttive globali, arrivando fino agli oggetti più quotidiani.
Dalle rotte marittime alle materie prime, ogni anello della filiera risente delle tensioni. E ora l’impatto si prepara a toccare anche un prodotto insospettabile.
La società malese Karex, il più grande produttore mondiale di preservativi, ha annunciato un possibile aumento dei prezzi fino al 30% nei prossimi mesi.
Il legame con la guerra
All’origine dei rincari ci sono le tensioni legate al conflitto in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale.
Il blocco e le difficoltà nei trasporti stanno facendo crescere i costi delle materie prime e rallentando le spedizioni.
Materie prime più care
L’amministratore delegato Goh Miah Kiat ha spiegato che la produzione di preservativi dipende da diversi prodotti petrolchimici, tra cui:
- ammoniaca per la conservazione del lattice
- etanolo per imballaggio e stampa
- olio di silicone per la lubrificazione
Dall’inizio della guerra:
- il costo dell’olio di silicone è salito del 30%
- i prezzi del lattice nitrilico sono raddoppiati
- i costi complessivi di produzione sono aumentati del 25-30%
Prezzi in aumento inevitabili
“Non abbiamo altra scelta che trasferire i costi ai clienti”, ha dichiarato il CEO.
L’azienda produce circa 5 miliardi di preservativi all’anno e rifornisce marchi globali, oltre a programmi internazionali, tra cui quelli delle Nazioni Unite.
Domanda in crescita
Nonostante i rincari, la domanda non sembra destinata a calare.
Anzi, secondo Karex, nel 2026 si registra un aumento del 30%, anche a causa delle difficoltà nelle forniture e delle scorte ridotte.
“Il mercato dei preservativi è praticamente immune all’inflazione”, ha sottolineato Goh, spiegando che nei periodi di incertezza l’utilizzo tende addirittura ad aumentare.
Un effetto a catena
Il caso evidenzia come le tensioni geopolitiche possano avere ripercussioni dirette sulla vita quotidiana, ben oltre i settori più evidenti.
Dalla logistica globale ai prodotti di uso comune, il costo della guerra continua a propagarsi lungo tutta la filiera economica.


