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Trump nel mirino, spari alla cena con i giornalisti: paura a Washington

Pubblicato: 26/04/2026 06:52

Attimi di panico nel cuore di Washington, dove una serata simbolo del rapporto tra Casa Bianca e stampa si è trasformata in un’emergenza di sicurezza. Durante la tradizionale cena dei corrispondenti, alcuni colpi di arma da fuoco esplosi nella lobby dell’hotel hanno fatto scattare l’intervento immediato degli agenti. Il presidente Donald Trump, insieme alla first lady e al vicepresidente, è stato portato fuori in pochi secondi, mentre gli ospiti cercavano riparo sotto i tavoli.

La scena si è consumata al Washington Hilton poco dopo le 2.30 ora italiana. Un uomo armato è riuscito ad avvicinarsi all’ingresso principale, superando di corsa i controlli, prima di aprire il fuoco. La reazione del Secret Service è stata immediata: l’assalitore è stato bloccato e arrestato prima che potesse raggiungere la sala principale. Nel caos, un agente è stato colpito ed è rimasto ferito, ma il giubbotto antiproiettile ha evitato conseguenze più gravi.

Chi è l’assalitore e cosa è successo davvero

Secondo le prime informazioni, l’uomo fermato avrebbe 31 anni e arriverebbe dalla California. Era armato e avrebbe esploso almeno sei colpi, uno dei quali contro un agente. La dinamica ricostruita racconta di una sequenza rapidissima: i boati, la fuga degli ospiti, l’intervento delle squadre in tenuta tattica e l’evacuazione delle figure istituzionali.

Durante l’evacuazione, lo stesso Trump ha perso per un attimo l’equilibrio ed è finito a terra, subito aiutato dagli agenti e portato via in sicurezza. Poco dopo, raggiunta la Casa Bianca, il presidente ha parlato pubblicamente rassicurando sulle condizioni dell’agente ferito, spiegando di averci parlato direttamente e che “sta bene”.

Le parole di Trump e il clima negli Stati Uniti

A distanza di circa due ore dall’accaduto, Trump ha tenuto un punto stampa invitando alla calma e a evitare escalation. Il presidente ha sottolineato come negli ultimi anni il clima politico sia diventato sempre più teso, chiedendo agli americani di risolvere le differenze “in modo pacifico”, rivolgendosi a tutte le componenti politiche.

Parallelamente, sul suo social Truth, ha pubblicato la foto dell’aggressore subito dopo l’arresto, definendolo “una persona molto malata” e parlando della presenza di più armi. Parole che riflettono un clima di polarizzazione sempre più evidente negli Stati Uniti.

Dopo l’incidente, l’area dell’hotel è stata completamente circondata dalle forze dell’ordine, mentre elicotteri sorvolavano la zona. I giornalisti sono rimasti per diverso tempo all’interno della struttura, sotto protezione. Il programma della serata, inizialmente sospeso, è stato poi ufficialmente rinviato di trenta giorni.

Il Washington Hilton, teatro dell’episodio, è lo stesso luogo legato a un precedente storico: nel 1981, all’esterno dell’hotel, venne tentato l’attentato contro l’allora presidente Ronald Reagan. Un dettaglio che riporta alla memoria quanto la sicurezza presidenziale resti un tema centrale nella politica americana.

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Ultimo Aggiornamento: 26/04/2026 09:18

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