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Pamela Genini, la notizia atroce sul cadavere: quando è stata tagliata la testa

Pubblicato: 28/04/2026 10:38

Si intensificano le indagini sul caso di Pamela Genini, la donna uccisa dal compagno, mentre emergono nuovi elementi legati alla profanazione del cadavere. Al centro della scena investigativa, in questa fase, c’è l’ex fidanzato Francesco Dolci, che ha deciso di presentarsi spontaneamente in Procura a Bergamo.
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La comparsa spontanea in Procura

Nella giornata di lunedì 27 aprile, Francesco Dolci, accompagnato dalla sua legale Eleonora Prandi, ha depositato una memoria difensiva contenente una serie di nomi di persone che avrebbero avuto rapporti con la vittima. Un passaggio ritenuto significativo dagli inquirenti, impegnati a ricostruire la rete di relazioni attorno a Pamela Genini.

A differenza dei giorni precedenti, segnati da una forte esposizione mediatica, Dolci ha scelto di non apparire in televisione. Una decisione che segna una discontinuità rispetto alla sua presenza costante nei programmi che hanno seguito il caso.

Indagini sul passato della vittima

Parallelamente, la Procura, sotto il coordinamento del pm Giancarlo Mancusi, ha avviato una serie di audizioni mirate ad approfondire il passato della vittima e i suoi rapporti personali. Tra le persone ascoltate figura Elisa Bartolotti, considerata una delle più strette confidenti di Genini.

È proprio Bartolotti a confermare che gli investigatori stanno concentrando l’attenzione anche sulla relazione tra la vittima e Dolci, pur precisando che quest’ultimo non risulta indagato. «Sì, mi hanno chiesto anche di Francesco e della relazione con Pamela – le sue parole riportate dal Corriere della Sera – Si erano conosciuti nel 2019 e durante il lockdown avevano provato ad andare un po’ oltre, ma lui era geloso e Pamela non voleva legami, voleva divertirsi. Partimmo per una vacanza in Sardegna, lo mollò e dopo un po’ si mise con Andrea».

Il riferimento è a Andrea Longhi, anche lui ascoltato dagli inquirenti insieme a Nicole Limonta.

Il ruolo di Francesco Dolci e i punti da chiarire

Dalle testimonianze emerge come la figura di Francesco Dolci fosse costante nella vita della vittima. «C’era sempre, a volte troppo. All’inizio una relazione, poi l’amicizia», ha raccontato ancora Elisa Bartolotti davanti alle telecamere.

Un elemento che resta avvolto nel mistero riguarda la presunta somma di 400mila euro che Dolci avrebbe speso per Pamela nel corso di sette anni. Un aspetto che, secondo quanto riferito, non era noto nemmeno alle amiche più vicine della donna e che potrebbe rappresentare un ulteriore tassello da chiarire nell’ambito dell’inchiesta.

Un’indagine ancora aperta

L’attenzione degli investigatori resta concentrata sull’episodio della profanazione del cadavere, un elemento che complica ulteriormente un caso già segnato da una grave vicenda di omicidio, attribuita al compagno Gianluca Soncin.

In questa fase, l’obiettivo è ricostruire con precisione i rapporti personali e i movimenti delle persone coinvolte, per individuare eventuali responsabilità e chiarire ogni aspetto ancora oscuro. La posizione di Francesco Dolci, pur non essendo formalmente sotto indagine, resta al centro dell’attenzione investigativa, mentre gli inquirenti proseguono nel lavoro di ricostruzione dei fatti.

Orrore nel cimitero di Strozza: il mistero della salma violata

L’ombra di un macabro rituale o di un disegno criminale ancora indecifrabile avvolge il caso di Pamela Genini, la giovane modella di 29 anni brutalmente uccisa nell’ottobre 2025. Le ultime indiscrezioni emerse dagli accertamenti medico-legali delineano uno scenario inquietante: la profanazione del cadavere, con la conseguente asportazione della testa, non sarebbe un evento recente, ma risalirebbe allo scorso novembre.

I dettagli che filtrano dalla Procura di Bergamo aprono nuovi interrogativi sulla tempistica e sulle modalità di un gesto che ha scosso profondamente la comunità di Strozza, il piccolo centro bergamasco dove la ragazza era cresciuta e dove riposava dopo la tragedia. Secondo le prime analisi effettuate sulla salma, il taglio netto alla base del collo sarebbe stato eseguito con un attrezzo a lama liscia, agendo con una precisione che colloca l’intervento a pochissime settimane di distanza dalle esequie, celebrate il 24 ottobre.

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