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Delitto di Garlasco, tutti gli elementi contro Sempio

Pubblicato: 02/05/2026 08:13

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia riapre uno dei casi di cronaca nera più controversi degli ultimi anni. Al centro della nuova ricostruzione c’è Andrea Sempio, indicato come possibile autore del delitto avvenuto nella villetta di Garlasco. L’ipotesi è quella di un rifiuto a un presunto approccio sessuale, che avrebbe scatenato una reazione violenta culminata in un’aggressione brutale.

Secondo gli inquirenti, il giovane avrebbe colpito la vittima con un oggetto non identificato, infierendo con ferocia anche quando la ragazza era ormai incosciente. Il corpo sarebbe stato trascinato verso la cantina e fatto scivolare lungo le scale, dove sarebbero stati inferti i colpi mortali. Un quadro che configura un’accusa di omicidio aggravato da crudeltà e motivi abietti.

Tra gli elementi ritenuti rilevanti figurano il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima, compatibile con la linea maschile della famiglia di Sempio, e la cosiddetta impronta “33” trovata sul muro della cantina, attribuita con certezza dagli inquirenti all’indagato. Sotto esame anche un presunto alibi falso, legato a uno scontrino di parcheggio conservato per anni, e alcune telefonate effettuate nei giorni precedenti al delitto.

La nuova lettura degli atti porta la Procura, guidata da Fabio Napoleone, a mettere in discussione la condanna definitiva a 16 anni inflitta ad Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima. Una sentenza che viene ora definita un possibile errore giudiziario, aprendo scenari inediti sul caso.

Le indagini sono state riavviate grazie a nuovi accertamenti tecnici, condotti su reperti e materiali riesaminati con metodologie più avanzate rispetto al passato. Tra questi, analisi genetiche aggiornate, consulenze informatiche e riletture di intercettazioni e tabulati. Il lavoro ha incluso anche testimonianze inedite, nel tentativo di fare chiarezza in un contesto segnato negli anni da piste fuorvianti e forte esposizione mediatica.

Non mancano però le contestazioni. I consulenti della famiglia Poggi mettono in dubbio la compatibilità della nuova ricostruzione con la scena del crimine, sottolineando l’assenza di tracce di trascinamento sulle scale della cantina. Un elemento che, secondo la difesa, contrasterebbe con l’ipotesi investigativa.

In attesa del deposito degli atti e dell’interrogatorio fissato per il 6 maggio, il caso resta aperto tra accuse pesanti, nuovi sviluppi e interrogativi ancora irrisolti.

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