
Le nuove audizioni nel caso Garlasco riportano al centro dell’inchiesta alcune frasi pronunciate subito dopo il delitto e oggi rilette alla luce dell’ipotesi accusatoria su Andrea Sempio. I pm di Pavia ascoltano oggi 5 maggio Paola e Stefania Cappa, mentre nei prossimi giorni toccherà a Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli.
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Il punto centrale riguarda il possibile movente sessuale contestato nell’avviso di garanzia a Sempio. Secondo l’accusa, l’indagato avrebbe maturato odio verso la vittima dopo un approccio sessuale rifiutato. Una ricostruzione che rende decisive le vecchie dichiarazioni delle cugine Cappa e dello stesso Marco Poggi, soprattutto sui rapporti di Chiara, sui filmati privati con Alberto Stasi e sulla gestione del computer di casa.

Le parole delle Cappa dopo il delitto
Due giorni dopo l’omicidio, Paola Cappa aveva ipotizzato che Chiara potesse aver respinto le avances di un uomo incapace di accettare il rifiuto. Una frase che oggi torna ad avere peso investigativo perché sembra sovrapporsi, almeno nella logica dell’accusa, al movente attribuito ad Andrea Sempio.
I magistrati vogliono capire se quelle parole fossero solo un’intuizione emotiva nata nell’immediatezza del delitto o se derivassero da confidenze, episodi, atteggiamenti osservati nel gruppo di amici. Le due sorelle saranno ascoltate proprio su questo punto, con l’obbligo di dire la verità davanti ai pm.
I video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi
Un altro capitolo riguarda i filmati privati girati da Chiara Poggi con il fidanzato Alberto Stasi. Marco Poggi, il 13 ottobre 2007, aveva raccontato di aver intuito dal contenuto di alcuni messaggi che il video scaricato dalla sorella riguardasse immagini della loro intimità.
Secondo l’ipotesi investigativa, quei video potrebbero essere stati visti anche da altre persone. Per questo le nuove consulenze informatiche diventano centrali. La procura vuole verificare chi abbia avuto accesso ai file, se qualcuno li abbia aperti, copiati o spostati su altri supporti. Sempio ha sempre negato di averli visti.
La password della cartella Albert
C’è poi il nodo della password. Chiara aveva protetto una cartella chiamata Albert, dove si trovavano i filmati con Stasi. Una scelta che potrebbe indicare una volontà di difendere materiale privato da occhi indiscreti.
La madre di Chiara, Rita Preda, aveva riferito che la figlia si era accorta di alcune navigazioni verso siti a luci rosse trovate sul computer. Gli inquirenti vogliono capire se la protezione della cartella fosse legata soltanto alla riservatezza dei video o se Chiara avesse maturato un timore più preciso.
Marco Poggi e la richiesta ad Alberto Stasi
Dopo il funerale, Marco Poggi avrebbe chiesto ad Alberto Stasi alcuni spezzoni dei filmati girati con Chiara, nelle parti che potevano essere mostrate, spiegando di volerli dare come ricordo ai genitori. Stasi non diede particolare peso alla richiesta e rispose che non sapeva come tagliarli.
Anche questo passaggio potrebbe essere approfondito dai pm. Marco Poggi è già stato sentito a Mestre il 20 maggio scorso e ora potrebbe essere chiamato a chiarire meglio il rapporto con quei file, il contenuto dei video e l’eventuale accesso di altri al computer di casa Poggi.
Le comitive e i contatti nei giorni dell’omicidio
L’inchiesta guarda anche ai gruppi di amici che frequentavano Chiara. Da una parte c’erano Marco Poggi, Andrea Sempio, Alessandro Biasibetti, Mattia Capra e Roberto Freddi, che spesso giocavano ai videogame in casa della vittima. Dall’altra il giro di Chiara, Alberto Stasi, le cugine Cappa e Marco Panzarasa.
Gli investigatori analizzano inoltre i contatti telefonici di Sempio nei giorni dell’omicidio. Emergono chiamate e sms con Capra e Freddi tra le 9.58 e le 12.18 del 13 agosto 2007. Sono elementi che potrebbero servire a ricostruire spostamenti, orari, relazioni e possibili alibi.
Le celle telefoniche e i messaggi sul forum
Resta aperto anche il tema delle celle telefoniche. Secondo una relazione delle indagini difensive di Stasi, l’utenza di Sempio avrebbe agganciato la cella di Garlasco via Santa Lucia, elemento letto come indicativo della sua presenza nell’area di Garlasco.
Infine ci sono i messaggi scritti anni dopo da Sempio su un forum, nei quali parlava di una one-itis, cioè un’ossessione amorosa. In alcuni post raccontava rifiuti, delusioni e innamoramenti vissuti in modo molto intenso. Per gli inquirenti, quelle frasi potrebbero aiutare a capire il profilo emotivo e relazionale dell’indagato, anche se resta da stabilire se abbiano un legame concreto con Chiara Poggi o se appartengano a vicende del tutto diverse.
Il nuovo passaggio davanti ai pm serve proprio a questo: rimettere in fila parole, computer, video, password, celle telefoniche e vecchie confidenze. A quasi vent’anni dal delitto, il caso Garlasco torna così nel punto più delicato, quello in cui la memoria dei testimoni può incrociarsi con le tracce digitali lasciate nel 2007.


