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“Altro che conferma”. Milan, è caos: spunta lo scenario clamoroso

Pubblicato: 08/05/2026 17:06

Il futuro di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan è sempre più incerto. Nonostante un contratto valido fino al 2027 e una stagione partita con entusiasmo e risultati incoraggianti, nelle ultime settimane attorno al tecnico rossonero si è creato un clima di forte tensione. I risultati negativi del girone di ritorno, la contestazione crescente dei tifosi e le divisioni interne alla dirigenza stanno alimentando dubbi profondi sul progetto tecnico e sul destino dell’allenatore livornese.

L’ambiente rossonero vive giorni complicati. Sui social è esplosa una petizione contro l’amministratore delegato Giorgio Furlani che ha già raccolto oltre 30mila firme, mentre per la prossima partita a San Siro è attesa una nuova contestazione contro la società. Uno scenario che ricorda quanto accaduto un anno fa nei confronti della proprietà RedBird e di Gerry Cardinale. Nel frattempo emergono indiscrezioni su una società spaccata in due blocchi: da una parte Furlani, Moncada e Ibrahimovic, dall’altra il direttore sportivo Igli Tare insieme ad Allegri, sostenitori di una linea tecnica differente.

La crisi dopo il grande avvio

Il Milan aveva chiuso il girone d’andata alimentando sogni importanti. I rossoneri erano riusciti a restare in scia dell’Inter grazie a una lunga serie positiva di 24 risultati utili consecutivi, costruita da Allegri in un momento in cui molti ritenevano la squadra ancora lontana dai vertici. Un percorso che aveva riportato entusiasmo e dato forza al progetto tecnico avviato in estate.

Da gennaio, però, qualcosa si è rotto. I rossoneri hanno raccolto appena 25 punti nelle successive 16 partite, con un rendimento che ha fatto precipitare la squadra in una nuova fase di instabilità. Secondo quanto filtra da ambienti vicini al club, Allegri e Tare avrebbero chiesto interventi più incisivi sul mercato invernale per rafforzare la rosa e mantenere competitivo il gruppo fino alla fine della stagione. Una richiesta che non sarebbe stata condivisa pienamente dal resto della dirigenza, convinta invece che la squadra fosse già adeguata e che le responsabilità del crollo fossero da attribuire soprattutto ai giocatori e allo staff tecnico.

I continui summit andati in scena tra Casa Milan e Milanello nelle ultime settimane sarebbero il segnale evidente di un confronto interno molto acceso. L’impressione è che la fiducia reciproca tra le varie anime societarie non sia più totale e che il club stia vivendo un momento di forte tensione strategica.

Il rebus Allegri e l’ipotesi addio

Nelle ultime settimane Allegri ha cercato di spegnere le voci sul suo futuro, evitando di alimentare indiscrezioni che lo accostano periodicamente a panchine prestigiose come quella del Real Madrid. Il tecnico vorrebbe restare al Milan, forte anche del buon rapporto costruito con lo spogliatoio, ma soltanto a precise condizioni: pieno sostegno della società, chiarezza sul progetto tecnico e una maggiore sintonia con la dirigenza.

Il suo contratto prevede anche un possibile rinnovo automatico in caso di qualificazione alla Champions League in questa stagione o nella prossima. Ma nemmeno questo scenario sembra sufficiente per garantire la permanenza. In casa Milan, infatti, il futuro dell’allenatore appare ancora tutto da scrivere.

Molto dipenderà dal finale di stagione e dal confronto che ci sarà tra proprietà, dirigenti e staff tecnico nelle prossime settimane. Per ora l’obiettivo resta la qualificazione europea, con la sfida contro l’Atalanta considerata decisiva. Ma dietro le quinte cresce la sensazione che, in caso di mancata ricomposizione interna, il rapporto tra Allegri e il Milan possa interrompersi prima del previsto nonostante il contratto ancora lungo.

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