
Un racconto duro, personale, segnato dalla paura ma anche dalla rinascita attraverso lo sport. Elisa Di Francisca ha scelto di condividere pubblicamente un capitolo doloroso della propria vita durante il convegno “Giovani, sport e prevenzione della violenza”, ospitato nella Biblioteca della Camera dei deputati.
La campionessa olimpica di fioretto ha raccontato di aver iniziato a praticare scherma a soli 7 anni, quando tutti vedevano in lei un talento destinato a emergere. Poi, però, l’incontro con un ragazzo che avrebbe cambiato radicalmente la sua quotidianità.
“Inizia a controllarmi, ad allontanarmi persino da mia madre”, ha spiegato Di Francisca, ricordando una relazione caratterizzata da isolamento e manipolazione.
La schermitrice ha raccontato di aver abbandonato per due anni lo sport, fino a un episodio che segnò definitivamente la fine di quel rapporto: “Durante una cena lui mi dà della ‘putt***a’. Cerco di fuggire, ma lui mi picchia. Nessuno interviene”.
Dopo quell’aggressione, la decisione di ricominciare. “Torno a casa e decido di riprendere a fare sport”, ha detto.
Per Di Francisca, la scherma è diventata molto più di una disciplina agonistica: uno strumento di ricostruzione personale e di riscatto. “La scherma mi dà un obiettivo e, con le vittorie conquistate, sono riuscita a vincere anche nella vita personale”, ha concluso.
Le parole dell’atleta riportano al centro il tema della violenza nelle relazioni e del ruolo dello sport come spazio di emancipazione, forza e rinascita personale.


