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Ponte Morandi, gesto vergognoso: le famiglie delle vittime infuriate

Pubblicato: 10/05/2026 18:44

Torna il dolore tra i familiari delle 43 vittime del ponte Morandi, ancora profondamente segnati da una tragedia che continua a pesare sulla memoria collettiva della città. Nelle ultime ore rabbia e tristezza si sono diffuse tra chi, dal crollo del 2018, porta avanti il ricordo dei propri cari e difende con forza i simboli nati per custodire quella memoria. Un clima di amarezza che ha rapidamente coinvolto anche molti cittadini genovesi, colpiti da quanto accaduto in uno dei luoghi più simbolici legati alla tragedia.

A Genova torna così a ferire la memoria collettiva legata alla tragedia del ponte Morandi, con un gesto che ha suscitato sdegno e profonda amarezza in tutta la città. Il grande murale della Radura della memoria, dedicato alle 43 vittime del crollo del 2018, è stato infatti imbrattato con scritte e vernice spray. Un atto che ha colpito uno dei luoghi simbolo del ricordo e del dolore condiviso, trasformando uno spazio pensato per la riflessione in un bersaglio di vandalismo.

La scoperta ha immediatamente generato reazioni istituzionali e cittadine, riaccendendo l’attenzione su un sito che rappresenta ancora oggi una ferita aperta per il territorio genovese.

L’atto vandalico alla radura della memoria

Il danneggiamento del murale è avvenuto in un’area simbolica, creata proprio per mantenere viva la memoria delle vittime del crollo del ponte Morandi e del dramma che nel 2018 sconvolse la città. Sulle superfici dell’opera sono comparse scritte e segni tracciati con vernice spray, che ne hanno alterato l’aspetto e il significato originario.

A denunciare pubblicamente quanto accaduto è stato il presidente del Municipio Centro Ovest di Genova, Michele Colnaghi, che ha parlato di un gesto profondamente irrispettoso. Le sue parole hanno sottolineato come non si tratti di una semplice azione vandalica, ma di un’offesa diretta alla memoria delle 43 vittime e alle famiglie ancora segnate da quella tragedia.

Le reazioni istituzionali e la promessa di ripristino

La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha espresso pubblicamente le proprie scuse a nome della città, rivolgendosi in particolare ai familiari delle vittime e agli sfollati che vivono ancora le conseguenze del crollo del ponte Morandi. Un gesto definito dalla prima cittadina come “incivile e indegno”, che colpisce un simbolo condiviso di dolore e memoria.

La sindaca ha inoltre annunciato che il murale sarà ripristinato nel più breve tempo possibile, ribadendo la volontà dell’amministrazione di tutelare i luoghi della memoria. Contestualmente è stato espresso l’auspicio che i responsabili vengano individuati e che, oltre alle eventuali conseguenze, possano intraprendere un percorso educativo sul valore del rispetto e della memoria collettiva.

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