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Garlasco, cade il movente di Stasi: cambia tutto

Pubblicato: 10/05/2026 19:12

Il caso del delitto di Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, torna ancora una volta al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica. Le nuove carte della Procura di Pavia stanno infatti ridisegnando alcuni degli elementi che per anni hanno accompagnato l’inchiesta, aprendo scenari destinati ad avere conseguenze pesanti sull’intera vicenda processuale.

Nelle ultime settimane gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su presunti nuovi elementi emersi durante gli approfondimenti investigativi. Al centro ci sarebbe un cambio di prospettiva che riguarda direttamente Alberto Stasi e il nuovo indagato Andrea Sempio. Un passaggio che, secondo gli inquirenti, potrebbe modificare la lettura del movente dell’omicidio della giovane uccisa nell’agosto del 2007.

Le accuse dei pm contro Andrea Sempio

Nella relazione letta il 6 maggio ad Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, i pm di Pavia sostengono che l’emersione delle sue presunte responsabilità sarebbe “indissolubilmente intrecciata” con il progressivo sgretolamento della posizione attribuita ad Alberto Stasi nelle precedenti ricostruzioni investigative.

Secondo la Procura, le nuove attività investigative avrebbero fatto emergere elementi “del tutto nuovi” rispetto alle indagini svolte negli anni passati. I magistrati parlano anche di presunte “evidenti omissioni” negli atti della sezione di polizia giudiziaria che nel 2017 aveva seguito l’indagine poi archiviata nei confronti di Sempio.

Il punto più delicato riguarda però il cosiddetto “movente pornografico” attribuito in passato a Stasi. I pm spiegano infatti che gli ultimi accertamenti avrebbero “destituito di qualsiasi fondamento” quella teoria investigativa, facendo invece emergere elementi che, secondo l’accusa, indicherebbero un presunto tentativo di approccio sessuale da parte di Andrea Sempio nei confronti della vittima.

Le parole di Alberto Stasi

Nella nuova fase dell’inchiesta sono tornate centrali anche le dichiarazioni di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata. Durante l’interrogatorio del 20 maggio 2025, l’uomo ha risposto alle domande del procuratore Fabio Napoleone soffermandosi soprattutto sui rapporti tra Chiara Poggi e Andrea Sempio.

Stasi ha spiegato che la giovane non gli avrebbe mai parlato né di presunte avance da parte di Sempio né delle tre telefonate effettuate tra il 7 e l’8 agosto 2007, contatti che oggi la Procura considera un possibile indizio rilevante. “Non me l’ha riferito”, ha ribadito più volte l’ex studente universitario, sottolineando di non sapere per quale motivo Chiara non gli avesse mai accennato a quei contatti.

Nel verbale, Stasi ha anche precisato che la fidanzata gli aveva raccontato di alcune attenzioni ricevute da un collega di lavoro, ma mai di situazioni riconducibili ad Andrea Sempio. Dichiarazioni che ora vengono rivalutate all’interno della nuova inchiesta della Procura di Pavia.

La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco

Gli accertamenti tecnici disposti negli ultimi mesi, compresi quelli legati al Dna trovato sotto le unghie della vittima e alla cosiddetta impronta 33, hanno riportato il caso di Garlasco al centro del dibattito giudiziario. La Procura ritiene che le nuove risultanze possano offrire una lettura differente rispetto alle conclusioni raggiunte nei processi precedenti.

Tra gli elementi citati dagli inquirenti compaiono anche alcuni scritti sequestrati, descritti dagli investigatori come indicatori di una “attenzione morbosa” nei confronti di Stasi. Materiale che sarebbe stato illustrato durante il lungo interrogatorio a cui è stato sottoposto l’ex fidanzato di Chiara Poggi.

La nuova linea investigativa rappresenta ora uno dei passaggi più delicati dell’intera vicenda giudiziaria. Il lavoro della Procura potrebbe infatti incidere sia sulla posizione di Andrea Sempio sia sulle richieste di revisione avanzate dalla difesa di Alberto Stasi.

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