
Il Milan si sveglia solo nel finale, quando la partita è ormai compromessa e San Siro ha già visto abbastanza per capire la misura della serata rossonera. L’Atalanta vince 3-2, colpisce tre volte con Ederson, Zappacosta e Raspadori, poi resiste al ritorno tardivo della squadra di Allegri, riaperto dalle reti di Pavlovic e Nkunku negli ultimi minuti. Una sconfitta pesante non solo per il risultato, ma per la classifica: il Milan resta a quota 67 punti, raggiunto dalla Roma, e ora la corsa alla Champions League diventa un duello diretto nelle ultime due giornate.
Secondo quanto ricostruito da Fanpage.it, la partita di San Siro ha mostrato due volti completamente diversi del Milan: una squadra fragile, lenta e in grande difficoltà per oltre un’ora, e poi una formazione improvvisamente aggressiva quando il margine dell’Atalanta sembrava ormai sufficiente per chiudere ogni discorso. Il problema, per Allegri, è che la reazione è arrivata troppo tardi. La Roma, vincendo a Parma, ha agganciato i rossoneri e ha trasformato il finale di stagione in una corsa ad altissima tensione per l’ultimo posto utile in Champions.
La notte rossonera
Il primo tempo del Milan è stato il vero peso della partita. L’Atalanta ha preso subito il controllo, trovando il vantaggio dopo pochi minuti con Ederson, bravo a battere Maignan con una conclusione precisa. Da quel momento la squadra di Palladino ha giocato con grande libertà, attaccando con continuità e mettendo in difficoltà una difesa rossonera spesso fuori posizione. Il Milan non è riuscito a dare ritmo, ha faticato a costruire e ha lasciato campo agli avversari, che hanno trovato il raddoppio con Zappacosta, arrivato indisturbato in area prima di superare ancora il portiere francese.
La reazione rossonera, nella prima parte di gara, è stata quasi inesistente. Leao, ammonito e già diffidato, salterà la prossima partita, aggravando ulteriormente il quadro in vista del finale di campionato. L’attaccante portoghese ha avuto anche una buona occasione, ma non è riuscito a trasformarla. Al rientro negli spogliatoi, i fischi di San Siro hanno accompagnato una squadra apparsa confusa, fragile e incapace di rispondere all’intensità dell’Atalanta. Una serata che sembrava già indirizzata, prima ancora che la ripresa rendesse il passivo ancora più pesante.
La corsa Champions
Nella ripresa Allegri ha provato a cambiare qualcosa inserendo Nkunku, ma l’inerzia è rimasta nelle mani dell’Atalanta. Il terzo gol, firmato da Raspadori, ha dato la sensazione della resa definitiva: una conclusione potente, pulita, che ha portato il risultato sul 3-0 e ha fotografato la superiorità nerazzurra. Il Milan ha provato a spingere, ma senza trovare subito lucidità. Fullkrug ha segnato, ma la rete è stata annullata per fuorigioco, prima che Pavlovic riuscisse davvero ad accorciare le distanze.
Negli ultimi minuti il Milan ha trasformato la rabbia in assalto. Nkunku si è procurato un calcio di rigore dopo un contatto con de Roon e lo ha trasformato per il 2-3, riaprendo una partita che sembrava chiusa da tempo. Il finale è stato nervoso, intenso, giocato tutto nella metà campo dell’Atalanta, ma il pareggio non è arrivato. La squadra di Palladino ha resistito, portando via da San Siro una vittoria prestigiosa. Per il Milan resta invece una sconfitta che pesa moltissimo: la Champions League è ancora possibile, ma ora passa da un confronto a distanza con la Roma che non lascia più margini d’errore.


