
Nel dibattito politico sul futuro del campo largo emerge un quadro ancora fluido ma già segnato da alcuni equilibri precisi. In caso di primarie per la scelta del leader della coalizione progressista, la segretaria del Pd Elly Schlein risulterebbe nettamente in vantaggio sugli altri contendenti, mentre in uno scenario di sfida diretta con la premier Giorgia Meloni il centrosinistra risulterebbe ancora in svantaggio.
È quanto emerge dall’ultimo sondaggio Bidimedia, che fotografa i rapporti di forza interni all’area progressista e prova a simulare anche un eventuale confronto elettorale tra i due principali schieramenti politici.
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Schlein in testa nelle primarie del campo largo
Secondo la rilevazione, in un’ipotetica consultazione interna al cosiddetto campo largo – composto da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva e +Europa – Elly Schlein si posizionerebbe al primo posto con il 37,5% delle preferenze.
Un risultato che la collocherebbe in una posizione di chiaro vantaggio rispetto agli altri possibili candidati, grazie a uno scarto complessivo di circa undici punti percentuali rispetto al secondo classificato.
Alle sue spalle si attesterebbe il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, fermo al 26,5%. Subito dietro, con un distacco minimo, la sindaca di Genova Silvia Salis, che raccoglierebbe il 25,9% delle preferenze. Tra i due si registrerebbe quindi una differenza di appena sei decimi di punto, segnalando un equilibrio molto stretto nella corsa alla leadership alternativa.
Resta inoltre una quota pari al 10,1% di elettori indecisi o non orientati verso i nomi proposti, pur dichiarandosi potenzialmente favorevoli alla partecipazione alle primarie.

Il confronto interno e le posizioni dei leader
Il tema delle primarie continua a dividere parte dell’area progressista. Giuseppe Conte, recentemente tornato alle attività politiche dopo un periodo di convalescenza, ha definito le primarie come “momento di partecipazione democratica” utile per “scongiurare possibili derive leaderistiche”.
Di segno opposto la posizione della sindaca Silvia Salis, che ha invece espresso perplessità sullo strumento, ritenendolo potenzialmente divisivo per la coalizione.
Il quadro che emerge dal sondaggio evidenzia quindi una leadership ancora non contendibile per Schlein, ma anche una competizione aperta per il ruolo di principale alternativa interna tra Conte e Salis.
Schlein contro Meloni, il centrodestra resta avanti
Diverso lo scenario quando il sondaggio ipotizza una sfida diretta tra il campo progressista guidato da Schlein e il centrodestra con Giorgia Meloni come candidata premier.
In questo caso, la presidente del Consiglio otterrebbe il 52,3% delle preferenze, mantenendo il vantaggio sulla segretaria del Pd, che si fermerebbe al 47,7%. Il distacco tra le due leader sarebbe pari a 4,6 punti percentuali.
Un margine che conferma il primato di Meloni nel consenso elettorale, ma che allo stesso tempo evidenzia un progressivo rafforzamento della posizione di Schlein come principale sfidante a livello nazionale.
Il dato suggerisce quindi un equilibrio più competitivo rispetto al passato, pur mantenendo invariata la leadership del centrodestra.

Affluenza e partecipazione politica
Il sondaggio Bidimedia registra anche un dato relativo alla partecipazione: l’affluenza stimata si attesterebbe al 54%, inferiore rispetto a quella registrata alle elezioni politiche del 2022, quando la partecipazione aveva raggiunto il 63,9%.
Un calo che riflette una tendenza generale alla minore partecipazione nei contesti ipotetici o consultivi, rispetto alle elezioni politiche effettive.
Nel complesso, il quadro delineato dalla rilevazione evidenzia un campo largo ancora in fase di definizione, con una leadership interna già chiara ma una competitività elettorale nazionale che resta sbilanciata a favore del centrodestra guidato da Giorgia Meloni.


