
A Genova il Capodanno è già alle spalle, ma il conto – politico e amministrativo – arriva adesso. E rischia di pesare molto più della festa. Il Tribunale amministrativo regionale della Liguria ha infatti messo nero su bianco una decisione che scuote Palazzo Tursi: la gara per organizzare il concerto del 31 dicembre 2025, con i Pinguini Tattici Nucleari in piazza della Vittoria, è stata gestita in modo illegittimo.
Il Tar ha accolto il ricorso della società Duemila Grandi Eventi, inizialmente risultata vincitrice e poi esclusa. Una esclusione che, secondo i giudici, non rispettava le regole previste dal bando. Conseguenza diretta: annullata l’esclusione e annullata anche l’aggiudicazione alla concorrente Rst Events. Una bocciatura netta per l’amministrazione guidata da Silvia Salis, che riapre un fronte delicato sia sul piano tecnico sia su quello politico.
La gara contestata: cosa non ha funzionato
Al centro della sentenza c’è un passaggio chiave: il Comune aveva escluso la società prima classificata perché non aveva presentato contratti già firmati con gli artisti. Ma il disciplinare di gara prevedeva quella documentazione solo dopo l’aggiudicazione, non prima.
In altre parole, secondo il Tar, l’amministrazione ha modificato le regole in corsa, alterando il principio di correttezza della procedura. Un elemento che da solo è bastato a far cadere l’intero impianto della gara.
Non solo. I giudici hanno evidenziato un’altra criticità pesante: la mancanza di contraddittorio. L’azienda esclusa, infatti, non ha avuto la possibilità di replicare, chiarire o difendersi prima della decisione finale. Una violazione dei principi fondamentali della pubblica amministrazione, come trasparenza, parità di trattamento e concorrenza.
Il nodo economico: costi lievitati oltre il milione
Nel frattempo, però, l’evento si è svolto regolarmente. Il concerto di Capodanno è andato in scena ed è stato anche pagato. L’appalto, inizialmente previsto per circa 736 mila euro, ha visto i costi salire fino a superare il milione di euro.
Un aumento significativo, che oggi assume un peso diverso alla luce della sentenza. Anche perché, come emerso, la line-up dell’evento era nota con largo anticipo rispetto all’aggiudicazione ufficiale, un dettaglio che solleva ulteriori interrogativi sulla gestione complessiva della procedura.
Il Tar, tuttavia, ha scelto una linea pragmatica: nessun effetto retroattivo sull’evento già svolto. Il concerto resta valido. Ma il contratto è stato dichiarato inefficace per il futuro, riaprendo completamente la partita.
Effetto domino: si riparte da zero
La decisione dei giudici produce un effetto a catena. Caduta l’esclusione, cade anche l’aggiudicazione successiva. Il risultato è uno solo: la gara va rifatta.
E i tempi sono strettissimi. Il Comune avrà dieci giorni per riaprire la procedura e trenta per concluderla, questa volta rispettando pienamente le regole e garantendo un confronto reale tra i partecipanti.
Una corsa contro il tempo che rischia di complicare ulteriormente la gestione degli eventi futuri previsti dal bando triennale.
Il fronte politico: scontro aperto
La sentenza ha immediatamente riacceso lo scontro politico. Dalle opposizioni arrivano attacchi duri. Secondo Ilaria Cavo e Lorenzo Pellerano, esponenti di Noi Moderati, il verdetto «demolisce la narrazione della giunta Salis». Ancora più netta la posizione di Fratelli d’Italia, che parla di «caduta del mito della trasparenza».
Al di là delle polemiche, resta il dato oggettivo: il Tar ha certificato un errore amministrativo rilevante, con conseguenze che vanno ben oltre il singolo evento.
I possibili sviluppi: rischio risarcimenti
La partita, però, non è chiusa. Resta aperto il capitolo più delicato: quello dei danni economici. La richiesta di risarcimento avanzata dalla società esclusa è stata, per ora, congelata e sarà valutata solo dopo la conclusione della nuova gara.
È difficile immaginare che la vicenda si chiuda senza ulteriori strascichi. Intanto, una prima conseguenza è già certa: il Comune dovrà pagare 5 mila euro di spese legali.
Una cifra contenuta, ma altamente simbolica. Perché segna nero su bianco che qualcosa, nella gestione della gara, non ha funzionato.
Il concerto è finito da mesi, ma la vicenda è tutt’altro che conclusa. E il vero prezzo, alla fine, potrebbe essere molto più alto.


