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“Si è messo a piangere!”. Pamela Genini, la rivelazione su Francesco Dolci che cambia tutto

Pubblicato: 11/05/2026 13:25

Continuano gli accertamenti sulla vicenda che ha sconvolto la comunità bergamasca e riacceso l’attenzione sul caso di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin. Al centro delle nuove indagini coordinate dalla Procura di Bergamo c’è la profanazione della tomba della giovane nel cimitero di Strozza, un episodio che ha aperto un nuovo fronte investigativo carico di interrogativi e tensioni.

Nel registro degli indagati compare il nome di Francesco Dolci, amico molto vicino alla vittima, accusato di profanazione di tomba e sottrazione di parte di cadavere. L’uomo respinge però ogni accusa e sostiene di essere vittima di un complotto.

Nel frattempo, gli investigatori continuano a raccogliere testimonianze e elementi utili a ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore successive alla scoperta della manomissione del loculo.
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La telefonata dopo la scoperta nel cimitero

Tra le testimonianze finite agli atti emerge anche quella di Maria Teresa “Mimì” Sibella, ex sindaca di Rota Imagna e attuale consigliera comunale d’opposizione a Sant’Omobono Terme.

La donna ha raccontato di essere stata lei a contattare Francesco Dolci nel tardo pomeriggio del 26 marzo, poco dopo avere appreso dalla televisione quanto avvenuto nel cimitero di Strozza.

Sibella conosce da tempo il 41enne: «Era amico di mio figlio, c’è stato un periodo che frequentava sempre casa nostra».

La consigliera ricorda con precisione quella telefonata e la reazione emotiva dell’uomo dopo aver appreso la notizia.

«Gli chiesi dov’era e se aveva sentito della Pamela. Lui rispose che era per strada e che non sapeva nulla».

A quel punto la donna gli spiegò quanto accaduto al loculo di Pamela Genini.

«“Ma è vero?”, domandò. E si mise a piangere».

I dubbi degli investigatori sui tempi della scoperta

Secondo gli inquirenti, però, Francesco Dolci potrebbe avere saputo della manomissione della tomba già prima della telefonata ricevuta da Sibella. Una delle ipotesi investigative si fonda anche sulle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza presenti nell’area del cimitero.

Gli investigatori starebbero infatti analizzando alcuni filmati che avrebbero ripreso il 41enne mentre si aggirava davanti al loculo di Pamela Genini in evidente stato di agitazione.

Si tratta di un elemento su cui la Procura continua a lavorare per chiarire la sequenza temporale dei fatti e verificare eventuali incongruenze tra le dichiarazioni rese e gli spostamenti documentati.

Al momento, tuttavia, le indagini risultano ancora in corso e nessuna conclusione definitiva è stata formalizzata dagli inquirenti.

“Mi sembra assurdo”: il racconto di Mimì Sibella

Maria Teresa Sibella ha espresso anche forti dubbi sull’ipotesi che Francesco Dolci possa avere compiuto un gesto tanto grave.

«A me sembra assurdo che Francesco possa avere commesso un atto così macabro».

Nel suo racconto, la consigliera restituisce l’immagine di una persona molto diversa rispetto a quella descritta dalle accuse investigative.

«È sempre stato chiacchierone. Ma è anche un ragazzo attento alla difesa delle donne».

La donna ha ricordato anche un episodio personale legato ai rapporti con Dolci. Dopo essere stata bersaglio di attacchi sui social network, sarebbe stato proprio lui a suggerirle come affrontare la situazione.

«Mi suggerì cosa avrei potuto fare, chi contattare. Quasi ne sapeva più lui di me».

Il nuovo fronte giudiziario sul caso Pamela Genini

La vicenda della profanazione della tomba ha riportato sotto i riflettori il nome di Pamela Genini, già al centro di una drammatica vicenda di cronaca nera legata al femminicidio avvenuto a Milano per mano dell’ex compagno.

Il nuovo episodio investigativo ha suscitato forte sconcerto anche per la natura delle accuse formulate: profanazione di tomba e sottrazione di parte di cadavere, reati particolarmente delicati che hanno profondamente colpito la comunità locale.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio legato alla manomissione del loculo, verificando movimenti, contatti e comportamenti delle persone coinvolte nei giorni precedenti e successivi alla scoperta.

Le indagini ancora aperte

La Procura di Bergamo mantiene il massimo riserbo sull’evoluzione dell’inchiesta, mentre continuano gli approfondimenti tecnici e testimoniali.

Le immagini delle telecamere, le dichiarazioni raccolte e gli eventuali elementi scientifici saranno determinanti per comprendere cosa sia realmente accaduto nel cimitero di Strozza e se le accuse formulate nei confronti di Francesco Dolci possano trovare conferma.

Nel frattempo, il 41enne continua a negare qualsiasi coinvolgimento, sostenendo di essere estraneo ai fatti e parlando apertamente di un complotto ai suoi danni.

Un caso che, giorno dopo giorno, continua ad aggiungere nuovi elementi investigativi e nuovi interrogativi attorno alla memoria di Pamela Genini e alla profanazione della sua tomba.

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