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“Assassino”. Garlasco, nuovo colpo di scena: i legali di Sempio rompono il silenzio

Pubblicato: 11/05/2026 17:44

L’inchiesta relativa all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco, continua a far discutere l’opinione pubblica a seguito dei nuovi sviluppi investigativi che vedono al centro della scena Andrea Sempio. Il trentottenne è attualmente sotto la lente di ingrandimento della Procura di Pavia a causa di una serie di elementi indiziari che sembrano stringersi attorno alla sua figura. Tra i reperti più controversi figura un foglietto manoscritto che l’uomo ha tentato di smaltire in modo furtivo lontano dalla propria abitazione. Questo documento contiene parole che, secondo la ricostruzione dei magistrati, potrebbero rappresentare una sorta di ammissione o di cronaca sintetica del delitto. La difesa, tuttavia, rigetta con forza questa interpretazione, sostenendo che si tratti di un colossale equivoco basato su una lettura errata del materiale ritrovato.

Il misterioso manoscritto recuperato tra i rifiuti

La vicenda del biglietto nasce da un pedinamento effettuato dai carabinieri, i quali hanno osservato Sempio mentre gettava un sacchetto della spazzatura nei pressi di un centro commerciale anziché utilizzare i bidoni condominiali. Una volta recuperato l’involucro, gli inquirenti hanno trovato un foglio a quadretti scritto in stampatello. Su un lato comparivano annotazioni di carattere personale, mentre sul retro erano presenti indicazioni topografiche e parole chiave estremamente suggestive come cane, campanello, finestra da fuori e, infine, il termine assassino. Per la Procura, questo manoscritto costituisce un macigno indiziario che dimostrerebbe la profonda connessione mentale tra l’indagato e la dinamica dell’omicidio. La scelta di disfarsi del foglio subito dopo aver ricevuto una convocazione in caserma ha ulteriormente alimentato i sospetti di un tentativo di inquinamento delle prove.

L’avvocato Liborio Cataliotti ha fornito una versione dei fatti radicalmente opposta, parlando apertamente di un travisamento della prova. Secondo il legale, quel testo non sarebbe altro che il copione preparatorio per un contributo audio destinato a uno spettacolo intitolato La fabbrica degli innocenti. La scaletta che cita la cucina, la sala e la televisione servirebbe a descrivere il momento in cui Sempio, anni prima, scoprì dai media di essere stato coinvolto nelle indagini. La parola finale non si riferirebbe a una confessione, ma al modo in cui l’uomo si sentiva etichettato dai giornalisti appostati fuori dalla sua abitazione. La difesa afferma di essere in possesso di tutte le registrazioni audio che confermano questa specifica finalità, rendendo il biglietto del tutto irrilevante ai fini della colpevolezza.

Le intercettazioni e l’ossessione per i video

Oltre ai documenti cartacei, i magistrati stanno analizzando con estrema attenzione alcune intercettazioni ambientali in cui l’indagato appare agitato e quasi ossessionato dalla figura di Chiara Poggi. In diversi soliloqui registrati all’interno della sua automobile, Sempio farebbe riferimento a filmati intimi della vittima, commentando i movimenti della ragazza come se stesse visionando delle immagini specifiche. Questi audio, unitamente a dichiarazioni risalenti al 2017 ora rivalutate, hanno spinto i carabinieri a ipotizzare che l’omicidio possa essere collegato alla visione di video pornografici o di materiale privato sottratto alla vittima. Tale elemento viene considerato un tassello fondamentale per delineare il profilo psicologico del trentottenne e per comprendere l’origine della violenza esplosa il giorno del delitto.

Il movente ipotizzato dalla procura di Pavia

Secondo la ricostruzione formulata dai magistrati pavesi, il delitto sarebbe l’esito tragico di un approccio sessuale rifiutato. Sempio si sarebbe presentato a casa di Chiara confidando in un rapporto di conoscenza che gli garantiva l’ingresso senza destare allarme. La ragazza, che lo avrebbe accolto tranquillamente in pigiama, avrebbe però respinto con fermezza le sue avances. Questo diniego inaspettato avrebbe innescato in Andrea Sempio una reazione esplosiva e furiosa, trasformando un confronto verbale in un’aggressione fisica brutale. I colpi inferti al volto e alla testa della vittima manifesterebbero, secondo l’accusa, la volontà di annullare l’identità della persona che si era opposta al suo desiderio, portando a quella che viene definita un’aggressione cieca e sproporzionata.

Nonostante il quadro accusatorio si sia fatto sempre più pesante, Andrea Sempio continua a dichiararsi completamente innocente. In alcune conversazioni intercettate di recente, l’uomo ha espresso il timore di finire in carcere per un reato che sostiene con forza di non aver mai commesso. Tuttavia, la sua posizione deve ora confrontarsi con nuovi dati tecnici e scientifici che sembrano inchiodarlo alla scena del crimine. Tra questi emergono le impronte di scarpe, le tracce di DNA e altri segni lasciati sui muri di casa Poggi che sono stati oggetto di ben nove perizie differenti. Il confronto tra la strategia difensiva, che punta tutto sulla spiegazione alternativa degli indizi, e la tesi della Procura, basata su prove fisiche e moventi psicologici, rappresenta ora il cuore pulsante di questo nuovo capitolo del giallo di Garlasco.

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