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“Semi di ricino e acquisti tracciabili”. Madre e figlia avvelenate, la scoperta sconvolgente: è svolta nelle indagini

Pubblicato: 13/05/2026 19:17

Il caso del duplice omicidio di Pietracatella, piccolo centro del Molise, continua ad arricchirsi di nuovi elementi investigativi mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire con precisione le ultime ore di vita di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, morte dopo Natale in seguito a un presunto avvelenamento da ricina.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la pista più solida resta quella interna alla cerchia familiare, con il sospetto che il movente e la dinamica del delitto possano maturare proprio all’interno del nucleo più vicino alle vittime. Le indagini si concentrano su rapporti personali e possibili tensioni pregresse.

Nelle ultime ore, come emerso anche nel corso della trasmissione “Dentro la Notizia”, sarebbero finite sotto la lente degli inquirenti in particolare due donne considerate figure chiave negli approfondimenti investigativi. Nessuna ipotesi ufficiale è stata ancora formalizzata, ma la loro posizione è al centro degli accertamenti.

In Questura a Campobasso proseguono gli interrogatori di parenti, conoscenti e persone vicine alle due famiglie coinvolte. Gli investigatori stanno incrociando le testimonianze raccolte e, in diversi passaggi, sarebbero emerse contraddizioni che stanno spingendo verso ulteriori verifiche e riscontri incrociati.

Parallelamente si apre il fronte digitale dell’inchiesta, con la Squadra Mobile impegnata nell’analisi di decine di conversazioni online. Gli inquirenti stanno esaminando forum e piattaforme in cui, nei mesi precedenti al delitto, sarebbero comparsi messaggi legati alla ricerca di informazioni sulla ricina e sui suoi effetti.

Particolare attenzione viene rivolta a discussioni in cui alcuni utenti avrebbero chiesto se l’acquisto di grandi quantità di semi di ricino online potesse essere tracciato o segnalato alle autorità. Secondo gli investigatori, questi messaggi sarebbero stati pubblicati da nickname ricorrenti oggi sotto osservazione.

Le indagini, però, partono da un periodo ancora precedente al delitto. Già mesi prima, su alcuni forum, sarebbe comparso un utente che chiedeva informazioni su “come avvelenare un insegnante”, giustificando le domande come parte di una trama narrativa. Altri partecipanti avrebbero segnalato la natura sospetta di quei messaggi.

In ulteriori conversazioni analizzate si farebbe riferimento agli effetti della ricina e alla possibilità di un collasso improvviso senza sintomi evidenti, elementi che ora sono al vaglio degli investigatori per valutare eventuali collegamenti con quanto accaduto a Pietracatella.

Nei prossimi giorni sono attesi nuovi interrogatori, con particolare attenzione all’audizione di Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita. Gli inquirenti mantengono però cautela: serviranno ancora settimane per definire un quadro completo. Resta aperto anche il fronte degli accertamenti tecnici, con un nuovo sopralluogo nell’abitazione teatro del presunto avvelenamento e con l’attesa dei risultati definitivi delle autopsie sulle due vittime.

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