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Ma davvero? Giorgia Meloni appoggia un uomo della Schlein: cosa succede

Pubblicato: 15/05/2026 10:59

Una partita diplomatica ancora tutta da scrivere, tra alleanze europee, rapporti istituzionali e tensioni politiche che si riflettono anche nelle scelte delle grandi organizzazioni internazionali. Sullo sfondo c’è la futura guida della FAO, con candidature che si intrecciano con gli equilibri tra governi e famiglie politiche europee, in uno scenario che si preannuncia complesso e destinato a protrarsi negli anni.

Le dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente confronto politico tra Italia, Spagna e altri partner dell’Unione europea, dove la scelta dei nomi per i vertici delle organizzazioni internazionali diventa anche un terreno di scontro strategico. Le dinamiche interne ai partiti si riflettono così in una competizione più ampia, che coinvolge rapporti bilaterali e mediazioni diplomatiche.

A riaccendere il dibattito è il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che intervistato da la Repubblica ha commentato la candidatura di Maurizio Martina, esponente del Partito Democratico, per un ruolo apicale in un organismo internazionale come la FAO. Il ministro ha espresso forte irritazione per la scelta di una parte dei socialisti europei, guidati dal premier spagnolo Pedro Sanchez, di sostenere una candidatura alternativa.
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Lo scontro politico sulla candidatura FAO

Secondo quanto dichiarato dal ministro, la proposta italiana di sostenere un nome proveniente dall’area del centrosinistra italiano sarebbe stata ostacolata da dinamiche politiche europee che avrebbero indebolito la posizione del governo. Lollobrigida ha infatti criticato apertamente l’atteggiamento del Partito Democratico e dei suoi alleati socialisti, accusandoli di non aver favorito una mediazione efficace in sede europea.

Il ministro ha inoltre annunciato l’intenzione di intervenire direttamente presso le istituzioni comunitarie, sottolineando la necessità di chiarire la posizione italiana all’interno del confronto internazionale. Il tema centrale resta la costruzione di un consenso attorno alla candidatura, in un processo che, come ricordato dallo stesso Lollobrigida, si svilupperà fino al 2028, anno in cui verrà deciso il futuro assetto della guida della FAO.

La partita diplomatica, secondo il ministro, non si limita ai rapporti europei ma coinvolge anche interlocutori extra-Ue, con particolare attenzione agli Stati Uniti, chiamati a svolgere un ruolo di equilibrio nei rapporti internazionali.

Le tensioni tra Italia e Spagna

Nel corso delle sue dichiarazioni, Lollobrigida ha evidenziato anche un passaggio di confronto diretto con la Spagna, accusata di aver sostenuto una candidatura alternativa attraverso il proprio ministro dell’Agricoltura, Luis Planas. Una scelta che, secondo la lettura del governo italiano, avrebbe complicato il percorso della candidatura sostenuta da Roma.

Il ministro ha fatto riferimento anche a contatti e iniziative diplomatiche avviate nelle ultime settimane, compresa una lettera indirizzata a Maria Panayiotou, ministra dell’Agricoltura di Cipro e attuale presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea. Un passaggio che conferma come il dossier sia ormai entrato pienamente nel circuito istituzionale europeo.

Le critiche si inseriscono in un contesto di relazioni complesse tra governi alleati, dove le scelte sulle nomine internazionali diventano spesso terreno di confronto politico oltre che diplomatico.

Strategie e alleanze internazionali

La costruzione della candidatura per la guida della FAO appare quindi come un processo ancora aperto, che richiede un lavoro di alleanze e mediazioni tra più livelli istituzionali. Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni del ministro, il sostegno a livello internazionale non è ancora consolidato e necessita di ulteriori passaggi diplomatici.

Il governo italiano punta a rafforzare la propria posizione anche attraverso il dialogo con partner strategici al di fuori dell’Europa, mentre sul piano interno la vicenda continua a generare tensioni politiche tra maggioranza e opposizione.

Il riferimento al Partito Democratico e al ruolo dei socialisti europei evidenzia come la questione si intrecci anche con gli equilibri politici nazionali, trasformando una nomina internazionale in un caso di confronto politico a più livelli.

In attesa dei prossimi sviluppi, la partita per la guida della FAO resta aperta, destinata a proseguire nei prossimi anni tra diplomazia, strategie e nuove alleanze internazionali ancora tutte da definire.

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