
Clima ad altissima tensione alla Camera dei Deputati, dove Roberto Giachetti, parlamentare di Italia Viva, ha inscenato una protesta clamorosa contro quella che definisce la “paralisi” della Commissione di Vigilanza Rai. Nel corso di un intervento in Aula, il deputato ha annunciato l’inasprimento della propria protesta politica, dichiarando di passare dallo sciopero della fame a quello della sete e arrivando persino ad ammanettarsi al proprio banco parlamentare.
“Contro il sequestro della commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia”, ha affermato Giachetti davanti a un emiciclo quasi deserto. Poi l’annuncio destinato ad accendere immediatamente il dibattito politico: “Passo da questo momento allo sciopero della fame a quello della sete”. Una scelta estrema, spiegata dal deputato come un gesto simbolico per denunciare l’impasse istituzionale che, a suo dire, starebbe bloccando il funzionamento della commissione parlamentare.
Giachetti ha ricordato di essere arrivato al dodicesimo giorno di sciopero della fame senza aver ricevuto segnali concreti dalla maggioranza. “Nessuno ha ritenuto di dover dare qualsiasi segnale, se non preoccuparsi per la mia salute”, ha detto nel suo intervento. Poi l’affondo politico: “Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia”.
Secondo l’esponente di Italia Viva, il problema non sarebbe soltanto procedurale ma profondamente politico. Giachetti accusa infatti la maggioranza di impedire il corretto funzionamento della Commissione Vigilanza Rai attraverso il mancato raggiungimento del numero legale, situazione che da settimane impedirebbe lo svolgimento regolare delle sedute e delle votazioni.
Da qui la decisione di trasformare la protesta in una vera e propria occupazione simbolica dell’Aula parlamentare. “Ho deciso di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai”, ha dichiarato il deputato, prima di mostrare le manette con cui si è legato allo scranno.
La protesta è poi proseguita anche fuori dall’Aula, con Giachetti ospite della trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora, dove ha raccontato alcuni retroscena della sua iniziativa. “Le manette sono legate allo scranno, le ho dovute comprare a un sexy shop perché in Italia le manette non si possono vendere”, ha spiegato con tono ironico. E alla domanda sulle necessità pratiche di una permanenza prolungata in Aula, ha risposto: “Ho un pannolone, ho pensato a tutto. Non mi muovo da qui”.
Nonostante la spettacolarità del gesto, Giachetti ha respinto le accuse di voler soltanto attirare attenzione mediatica. “Io non ho bisogno di fare show, vorrei che arrivassero risposte politiche”, ha precisato, ribadendo che il suo obiettivo sarebbe esclusivamente quello di sbloccare la situazione della Vigilanza Rai.
La protesta ha immediatamente trovato il sostegno di alcuni esponenti dell’opposizione. Tra i primi a intervenire c’è stato Carlo Calenda, leader di Azione, che ha espresso solidarietà al deputato di Italia Viva. “Siamo con Roberto Giachetti a fianco della sua battaglia civile e di libertà”, ha dichiarato, accusando a sua volta la maggioranza di aver provocato “uno sconcio istituzionale non più tollerabile”.
L’episodio riaccende così lo scontro politico sul controllo e sul funzionamento degli organismi parlamentari legati al servizio pubblico radiotelevisivo. E mentre la protesta di Giachetti continua dentro Montecitorio, il caso rischia ora di trasformarsi nell’ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizioni sul tema delle regole democratiche e della gestione delle istituzioni.


