
Nove mesi di controlli, visite ed esami sempre nella norma. Poi, all’improvviso, il silenzio più difficile da accettare: una gravidanza che sembrava procedere senza criticità si è conclusa con una tragedia. Il 4 maggio, all’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma, è stata indotta la nascita dopo la constatazione della morte in utero della bambina. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento senza indagati.
La vicenda ha lasciato sgomento il nucleo familiare e ha acceso interrogativi sulla catena di assistenza sanitaria nelle ultime settimane di gravidanza. Dopo mesi di monitoraggi rassicuranti, il quadro clinico sarebbe improvvisamente cambiato fino alla drammatica scoperta. Ora saranno le indagini a stabilire se vi siano state eventuali criticità nella gestione medica del caso.
La storia inizia nell’ottobre 2025, quando una donna romana di 36 anni scopre di essere incinta al terzo mese. Fin da subito, gli accertamenti clinici non evidenziano anomalie e la gravidanza viene seguita con regolarità. Il 26 aprile rappresenta la data attesa per il parto, ma proprio in quel giorno l’intervento viene rinviato per motivi indicati come organizzativi o precauzionali, secondo quanto riferito alla famiglia.

Alla donna, in quella fase, viene spiegato che si tratta di normali imprevisti e che non ci sarebbero motivi di allarme. Tuttavia, nei giorni successivi, i controlli raccontano un’evoluzione completamente diversa: la situazione clinica cambia rapidamente e viene riscontrata la morte del feto.
A quel punto, l’équipe medica decide di procedere il 4 maggio con l’induzione del parto. È il momento in cui alla famiglia viene comunicata la perdita, una notizia che arriva al termine di un percorso di attesa lungo e vissuto inizialmente con serenità.
Il marito della donna, 42 anni originario di Avellino, ha presentato denuncia al commissariato di Trastevere per fare piena luce sull’accaduto. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, atto dovuto in questa fase preliminare delle indagini.
Il pubblico ministero Antonio Clemente ha disposto l’autopsia, affidata al medico legale Matteo Scopetti, con l’obiettivo di ricostruire con precisione tempi e cause del decesso. L’esame dovrà chiarire se vi siano stati segnali clinici trascurati o eventuali ritardi nella gestione del quadro medico.
Ora l’inchiesta punta a verificare ogni passaggio dell’assistenza sanitaria ricevuta, per comprendere se la tragedia sia stata il risultato di un evento improvviso e inevitabile o se, al contrario, si sia verificata una possibile interruzione nella continuità delle cure.


