Vai al contenuto

“Se fossi Putin attaccherei ora”: l’analisi shock sull’Europa e la Nato

Pubblicato: 16/05/2026 17:19

“Se fossi Putin, agirei nelle prossime settimane”. A lanciare l’avvertimento è Carlo Masala, professore di politica internazionale alla Bundeswehr University di Monaco, intervenuto durante uno speciale Adnkronos dalla Lennart Meri Conference di Tallinn. L’esperto di geopolitica, autore del bestseller If Russia Wins, ritiene che l’attuale situazione internazionale rappresenti una finestra strategica favorevole per Mosca. Secondo Masala, il Cremlino potrebbe presto mettere alla prova la tenuta della Nato, sfruttando le incertezze politiche e militari dell’Occidente.

“L’Estonia oggi è più forte”

Nel suo libro Masala immaginava un’azione russa sulla città estone di Narva, uno dei punti più delicati sul fronte orientale della Nato. Oggi però il professore spiega che lo scenario sarebbe cambiato. “Non sceglierei più Narva, perché gli estoni l’hanno fortificata nell’ultimo anno”, ha dichiarato. Secondo l’analista, l’Estonia sarebbe ora molto più preparata a un eventuale tentativo di destabilizzazione rapida da parte russa. Resta però invariata la convinzione di fondo: Mosca potrebbe cercare di testare la capacità di risposta dell’Alleanza Atlantica.

Il quadro politico occidentale

Masala collega il rischio a una fase di forte instabilità politica in Europa e negli Stati Uniti. Nel suo intervento ha citato le imminenti elezioni francesi, la fragilità del governo britannico guidato da Keir Starmer e soprattutto le tensioni interne americane sul ruolo della Nato. Secondo il professore, il contesto sarebbe reso ancora più delicato dal progressivo spostamento dell’attenzione strategica degli Stati Uniti verso il Medio Oriente e il Golfo Persico. “Strategicamente è il contesto perfetto per provocare qualcosa in Europa”, ha spiegato.

Tra i temi discussi alla conferenza anche la notizia del mancato dispiegamento di circa 4-5 mila soldati americani in Polonia. Una scelta che, secondo Masala, avrebbe un forte peso simbolico. “In termini assoluti è un numero limitato rispetto alla presenza Usa in Europa, ma il segnale è devastante”, ha affermato. Per l’analista, Mosca potrebbe interpretare questa decisione come un indebolimento della volontà americana di difendere militarmente il continente europeo.

“Italia e Germania vedono minacce diverse”

Masala ha infine spiegato anche le differenze tra Italia e Germania sul tema del riarmo europeo. Secondo il professore, Berlino percepisce la minaccia russa come diretta e vicina, mentre Roma mantiene storicamente una maggiore attenzione verso il Mediterraneo e il fronte sud. “La Germania guarda a est e vede nella Russia una minaccia concreta. L’Italia invece dal dopoguerra guarda soprattutto al Mediterraneo”, ha osservato.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure