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“L’Italia è pronta a intervenire”: Meloni rompe il silenzio su Hormuz e Iran

Pubblicato: 16/05/2026 18:07

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna a parlare della crisi nello Stretto di Hormuz e del ruolo dell’Italia nella sicurezza marittima internazionale. Durante il suo intervento all’Europa Gulf Forum di Navarino, in Grecia, la premier ha indicato come prioritaria la riapertura completa del passaggio strategico per il commercio mondiale.
“Siamo convinti che una soluzione sostenibile alla crisi debba poggiare su alcuni pilastri. Il primo è la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o restrizioni discriminatorie”, ha dichiarato Meloni, sottolineando come dalla libertà di navigazione dipenda “la prosperità non solo del Mediterraneo e del Golfo, ma di tutto il mondo”.

“L’Italia pronta a fare la sua parte”

Nel corso del suo intervento, la premier ha spiegato che l’Italia sarebbe pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione nell’area, richiamando quanto già fatto dalla Marina italiana nelle missioni internazionali nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano.

“L’Italia è pronta a fare la propria parte per contribuire, non appena ve ne saranno le condizioni, alla sicurezza della navigazione”, ha affermato Meloni, citando le missioni Aspides e Atalanta.

L’avvertimento sull’Iran

La presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema dell’Iran e del rischio nucleare. Secondo Meloni, la comunità internazionale deve impedire a Teheran di dotarsi dell’arma atomica.

“Dobbiamo assicurarci che l’Iran non possa dotarsi dell’arma nucleare e cessi di essere una minaccia nei confronti delle nazioni vicine”, ha dichiarato. La premier ha inoltre ricordato gli attacchi iraniani che, secondo quanto affermato, avrebbero colpito anche Cipro, coinvolgendo indirettamente il territorio europeo.

Per Meloni, un Iran dotato contemporaneamente di capacità nucleare e missilistica rappresenterebbe “un rischio che nessuno di noi può permettersi di correre”.

I cacciamine italiani diretti a Gibuti

Intanto due cacciamine italiani, il Rimini e il Crotone, sono partiti dal porto di Augusta verso Gibuti nell’ambito di una missione multinazionale legata alla sicurezza marittima nell’area di Hormuz.

Le due unità della Marina Militare sono specializzate nella localizzazione e distruzione di mine navali e possono operare fino a circa 600 metri di profondità. Una delle due navi è stata utilizzata anche in passato per attività di ricerca di relitti e tutela dell’ecosistema marino, mentre l’altra aveva partecipato alla creazione del corridoio umanitario per la popolazione albanese.

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