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“Sono saliti a bordo!”. Flotilla, situazione drammatica: cosa succede

Pubblicato: 18/05/2026 10:47

Nel Mediterraneo orientale torna ad alzarsi la tensione attorno alle missioni navali dirette verso la Striscia di Gaza. Le acque tra la Turchia e Cipro sono diventate ancora una volta il centro di uno scontro politico e militare che coinvolge attivisti, autorità israeliane e organizzazioni internazionali, sullo sfondo della guerra in Medio Oriente e del dibattito sugli aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese.

Negli ultimi anni le flottiglie dirette verso Gaza hanno rappresentato uno dei simboli più controversi del conflitto israelo-palestinese. Da una parte i promotori delle missioni parlano di iniziative umanitarie e di protesta contro il blocco navale imposto da Israele, dall’altra il governo israeliano considera queste operazioni provocazioni politiche e tentativi di violare le restrizioni marittime attorno alla Striscia.

Nelle ultime ore la situazione è precipitata dopo l’intervento diretto della marina israeliana nei confronti della Global Sumud Flotilla, la spedizione navale partita dalla costa mediterranea della Turchia.
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L’intervento dell’Idf al largo di Cipro

Secondo quanto riportato dai media israeliani, soldati dell’Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro.

Una diretta streaming diffusa e rilanciata dal Times of Israel mostrerebbe i commando della marina militare israeliana durante l’abbordaggio di una delle navi della flottiglia. Le immagini documenterebbero l’intervento delle forze israeliane mentre le imbarcazioni si trovavano nel Mediterraneo orientale.

Prima dell’operazione, la marina israeliana aveva rivolto un avvertimento diretto ai partecipanti della missione navale: “Tutti i partecipanti a questa provocazione” sono stati invitati “a cambiare rotta e a tornare immediatamente indietro”.

L’episodio riporta alta la tensione attorno alle iniziative marittime dirette verso Gaza, in un momento già segnato da forti contrasti diplomatici e militari nella regione.

Israele: “Non è una missione umanitaria”

Il ministero degli Esteri israeliano ha diffuso una nota molto dura nei confronti della Global Sumud Flotilla, sostenendo che la missione non avrebbe reali finalità umanitarie.

Secondo Israele, nella flottiglia “non ci sono aiuti umanitari”. Nella stessa nota vengono citati anche due gruppi turchi, “Mavi Marmara e IHH”, descritti dal governo israeliano come parte della provocazione.

“Lo scopo è quello di favorire Hamas, distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi e ostacolare i progressi del piano di pace del presidente Trump”, si legge nel comunicato pubblicato su X dal ministero degli Esteri.

Israele ha inoltre definito anche questa missione una “trovata pubblicitaria”, ribadendo la propria posizione sul blocco navale imposto alla Striscia di Gaza.

“La Striscia di Gaza è inondata di aiuti”, sostiene il ministero israeliano, aggiungendo che “solo da ottobre 2025, oltre 1,58 milioni di tonnellate di aiuti umanitari e migliaia di tonnellate di forniture mediche sono entrate a Gaza”.

Il governo israeliano conclude ribadendo che “Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza”.

La denuncia della Flotilla: “Persi i contatti con una nave”

Diversa la versione fornita dalla Global Sumud Flotilla, che parla invece di un’azione militare israeliana contro le imbarcazioni in navigazione.

L’unità di crisi della Flotilla ha dichiarato di aver perso i contatti con una delle navi dopo l’intervento dell’Idf. “Due navi da guerra sono state avvistate nei pressi delle imbarcazioni nel Mediterraneo. Abbiamo perso i contatti con una delle nostre imbarcazioni, che è stata molestata dall’esercito israeliano”, ha affermato la Flotilla.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Anadolu, la marina israeliana starebbe “attaccando la Global Sumud flotilla in acque internazionali”.

Al momento non risultano informazioni ufficiali su eventuali feriti o arresti tra i partecipanti alla spedizione.

La rotta della spedizione navale

In base ai dati di tracciamento marittimo, la Global Sumud Flotilla sarebbe composta da circa 57 imbarcazioni partite giovedì scorso dalla costa mediterranea della Turchia.

Al momento dell’intervento israeliano, le navi si trovavano a ovest di Cipro, in una delle aree più sensibili del Mediterraneo orientale sotto il profilo geopolitico e militare.

L’episodio rischia ora di alimentare ulteriormente le tensioni internazionali attorno al conflitto in Medio Oriente, mentre resta alta l’attenzione sulle prossime mosse delle autorità israeliane e degli organizzatori della missione navale.

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