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“Mondo sull’orlo di pandemie devastanti”. L’allarme che fa paura, cosa dicono gli esperti

Pubblicato: 18/05/2026 18:38

Il mondo rischia di trovarsi di fronte a una nuova emergenza sanitaria globale senza essere davvero pronto ad affrontarla. A lanciare l’allarme sono gli esperti internazionali che, a distanza di anni dalla pandemia di Covid-19, avvertono come i sistemi sanitari e politici continuino a mostrare fragilità profonde davanti alla possibilità di future epidemie.

Secondo gli analisti, il pericolo non riguarda soltanto la comparsa di nuovi virus, ma anche la capacità dei governi di reagire rapidamente, coordinarsi e garantire cure e vaccini in modo equo. Un tema tornato centrale durante la 79ª Assemblea mondiale della sanità.

A sollevare le preoccupazioni è il nuovo rapporto del Global Preparedness Monitoring Board (Gpmb), organismo promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dal Gruppo Banca mondiale, presentato con il titolo “Un mondo sull’orlo del baratro: priorità per un futuro resiliente alle pandemie”.

Il documento evidenzia come, a dieci anni dall’epidemia di Ebola del 2014-2016 e sei anni dopo l’inizio della pandemia di Covid-19, il mondo non sia ancora sufficientemente preparato a fronteggiare nuove crisi sanitarie globali. Secondo il report, i rischi stanno crescendo più rapidamente degli investimenti destinati alla prevenzione.

Gli esperti sottolineano che le epidemie infettive stanno diventando sempre più frequenti e con conseguenze più pesanti non solo sulla salute pubblica, ma anche sull’economia, sulla stabilità politica e sulla tenuta sociale dei Paesi. A pesare sarebbero fattori come la frammentazione geopolitica, i cambiamenti climatici ed ecologici e l’intensificazione dei viaggi internazionali.

Uno dei punti più critici riguarda l’accesso diseguale a vaccini, test diagnostici e terapie. Il rapporto ricorda, ad esempio, che i vaccini contro il virus Mpox sarebbero arrivati nei Paesi più poveri quasi due anni dopo l’inizio dell’epidemia, con tempi persino superiori a quelli registrati durante il Covid-19.

Secondo il Gpmb, le grandi emergenze sanitarie degli ultimi anni hanno inoltre provocato una crescente perdita di fiducia nelle istituzioni, nella scienza e nei governi. Le risposte spesso politicizzate alle crisi, unite alla polarizzazione sociale, avrebbero reso le società ancora più vulnerabili davanti a future pandemie.

Il rapporto mette poi in guardia sul fatto che la prossima emergenza potrebbe colpire un mondo più fragile rispetto al passato: più diviso, più indebitato e meno preparato a sostenere gli effetti sanitari ed economici di una nuova pandemia globale.

Gli esperti riconoscono comunque il potenziale positivo delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali per il monitoraggio delle minacce sanitarie. Tuttavia avvertono che, senza regole chiare e sistemi di controllo efficaci, queste tecnologie potrebbero aumentare le disuguaglianze e creare nuovi problemi di sicurezza sanitaria.

Per questo il Global Preparedness Monitoring Board chiede ai governi di rafforzare la cooperazione internazionale, creare sistemi permanenti di monitoraggio del rischio pandemico, garantire finanziamenti stabili per la prevenzione e assicurare un accesso equo ai trattamenti salvavita. Secondo gli esperti, la vera sfida non sarà soltanto tecnica o scientifica, ma soprattutto politica.

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