
Una decisione destinata a far discutere, e che potrebbe pesare anche sui casi futuri legati ai risarcimenti assicurativi. Il Tribunale civile di Bolzano ha stabilito che chi sceglie di salire in auto con un conducente ubriaco può essere ritenuto in parte responsabile delle conseguenze di un eventuale incidente stradale.
La vicenda risale al 2018, in Alto Adige: un uomo rimase ferito dopo essere salito come passeggero su un’auto guidata da una persona in evidente stato di alterazione alcolica.
Il caso: lo schianto e la richiesta di risarcimento
Dopo l’incidente, il passeggero ha avviato una causa civile contro la compagnia assicurativa, chiedendo il pagamento completo dei danni subiti.
Ma il tribunale non gli ha dato pienamente ragione, arrivando a ridurre in modo netto l’importo dovuto.
La ricostruzione dell’incidente
Secondo quanto emerso nel processo, l’auto su cui viaggiavano i due uomini invase improvvisamente la corsia opposta e finì contro un mezzo pesante.
L’impatto fu violentissimo: il conducente morì, mentre il passeggero riportò diverse ferite.
Lo scontro con l’assicurazione
L’uomo aveva già ottenuto un anticipo economico dall’assicurazione. In un secondo momento, però, ha chiesto l’intero risarcimento previsto.
La compagnia assicurativa si è opposta sostenendo che il passeggero fosse consapevole, prima di salire a bordo, delle condizioni del guidatore.
La decisione del Tribunale di Bolzano
Il Tribunale civile di Bolzano ha accolto la linea difensiva dell’assicurazione, richiamando l’articolo 1227 del Codice civile sul cosiddetto concorso di colpa. Per il giudice, lo stato del conducente era talmente evidente da non poter essere ignorato.
Dall’autopsia risultò infatti un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, ben oltre i limiti di legge.
Perché il passeggero è stato ritenuto corresponsabile
Un altro elemento considerato decisivo è il tempo trascorso insieme: i due uomini avevano passato diverse ore uno con l’altro prima dello schianto, avvenuto nelle prime ore del mattino.
Secondo il magistrato, questo rendeva plausibile che il passeggero fosse perfettamente consapevole delle condizioni dell’amico e delle sue ridotte capacità di guida.
Risarcimento ridotto del 50%
Il risultato è stato netto: risarcimento tagliato del 50% al passeggero ferito. Non solo: inizialmente l’uomo era stato anche condannato al pagamento delle spese legali.
Successivamente, però, la compagnia assicurativa avrebbe rinunciato a richiedere le spese dopo la chiusura definitiva della vicenda giudiziaria.
Sentenza definitiva e niente appello
La decisione è diventata definitiva perché il ricorrente non ha presentato appello.
Un dettaglio che, di fatto, ha consolidato l’esito del caso e il principio richiamato dal tribunale.
Un precedente che può pesare sui casi futuri
Nelle motivazioni, il tribunale ha richiamato anche una pronuncia della Corte di Cassazione del 2025 su casi simili, legati alla responsabilità dei passeggeri.
Il principio è chiaro: chi sale volontariamente in auto con una persona ubriaca accetta consapevolmente un rischio elevato. E questo, in sede civile, può incidere direttamente sulla quota di risarcimento riconosciuta.
Il dibattito: tra consenso e polemiche
Intanto la sentenza continua a far discutere anche sui social: c’è chi la considera una scelta corretta, e chi invece ritiene eccessivo dimezzare il risarcimento per un passeggero rimasto ferito.
Resta il punto centrale fissato dai giudici: in certe situazioni, anche la decisione di salire in auto può diventare un elemento determinante nel valutare responsabilità e conseguenze.


