
Nuovo passo nel caso della cosiddetta Famiglia nel bosco. I genitori dei tre minori allontanati dalla loro abitazione, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, si sono detti disponibili ad avviare un percorso di supporto parentale.
A comunicarlo è stato il loro legale, Simone Pillon, al termine di un incontro con i responsabili dei servizi sociali e con l’équipe di neuropsichiatria infantile del presidio sanitario di Atessa.
Disponibilità a un percorso di sostegno
Secondo quanto riferito dall’avvocato, i genitori hanno manifestato la volontà di intraprendere un percorso finalizzato a rafforzare le proprie competenze educative e a gestire al meglio la situazione che stanno vivendo i figli.
«Confermo la disponibilità dei genitori ad intraprendere un percorso di supporto parentale anche per essere aiutati a meglio sostenere i loro figli nella situazione che stanno vivendo», ha dichiarato Pillon.
Incontro con servizi sociali e specialisti
Nel corso della riunione sarebbero emerse alcune divergenze di valutazione tra la famiglia e i servizi coinvolti nel caso. Tuttavia, secondo il legale, il confronto si sarebbe svolto in un clima costruttivo.
«Con il servizio sociale si sono affrontate con grande franchezza alcune diversità di vedute e questo ha consentito un reciproco chiarimento che certo gioverà nell’immediato a distendere i rapporti», ha spiegato.
L’obiettivo: il rientro dei minori
La prospettiva indicata dalla difesa resta quella del ricongiungimento familiare. Pillon ha infatti espresso l’auspicio che il dialogo avviato con le istituzioni e gli operatori possa favorire un percorso condiviso.
«Mi auguro che tutto quanto possa portare all’auspicato rientro dei minori in famiglia non appena possibile», ha concluso il legale.
La vicenda continua a essere seguita dai servizi sociali e dalle autorità competenti, chiamate a valutare le condizioni necessarie per un eventuale ritorno dei bambini presso i genitori.


