
Tra le lacrime e con la voce spezzata dall’emozione, Carmen El Koudri, sorella di Salim El Koudri, ha affidato a un lungo messaggio audio il proprio dolore dopo quanto accaduto sabato nel centro di Modena, dove il fratello ha investito deliberatamente alcuni passanti, provocando il ferimento di sette persone.
«Non esistono parole giuste»
Nel messaggio, diffuso tramite il legale della famiglia, l’avvocato Fausto Gianelli, la giovane ha espresso vicinanza alle vittime e ai loro familiari.
«È difficile, è impossibile trovare delle parole giuste. Ogni pensiero è rivolto ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all’incubo di sabato», afferma Carmen, spiegando di non riuscire ancora a comprendere quanto accaduto.
«Era il primo della classe»
La sorella ha descritto Salim come un ragazzo modello durante gli anni della crescita.
«È sempre stato bravo, il primo della classe, studioso, preciso, ordinato. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato un gesto simile», racconta.
Secondo la sua testimonianza, negli ultimi anni qualcosa era cambiato nel comportamento del fratello, ma la famiglia aveva attribuito quel disagio soprattutto alle difficoltà incontrate nel trovare un lavoro stabile e adeguato al percorso universitario intrapreso.
«Lo vedevamo più chiuso, più isolato, ma pensavamo fosse legato alla delusione per la situazione lavorativa», spiega.
Le scuse alle vittime
Nel messaggio audio Carmen ha ribadito più volte le proprie scuse alle persone rimaste ferite e alle loro famiglie.
«Ci dispiace, anche se non è una parola sufficiente per descrivere ciò che proviamo», afferma, aggiungendo di sentirsi profondamente colpita dal fatto che l’autore del gesto sia suo fratello.
«Gli voglio bene, ma non so se riuscirò a guardarlo»
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera tramite il legale della famiglia, la giovane ha spiegato che lei e i genitori intendono incontrare Salim, attualmente detenuto.
«Gli voglio bene, resta mio fratello. Ma non so se riuscirò a guardarlo negli occhi», ha dichiarato.
«Siamo nati e cresciuti in Italia»
La sorella del 31enne ha inoltre commentato le polemiche sorte in questi giorni sulle origini della famiglia.
«Io e Salim siamo nati in Italia e abbiamo sempre vissuto qui. Per me il Marocco è il Paese dove vive mio nonno e dove andavamo in vacanza», ha spiegato, sottolineando come la famiglia si senta pienamente parte della realtà italiana.
Nel frattempo proseguono le indagini sull’investimento avvenuto nel centro di Modena. La giudice per le indagini preliminari ha già convalidato l’arresto di Salim El Koudri, ritenendo sussistente il rischio di reiterazione del reato e disponendo la permanenza in carcere.


