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Sandra uccisa a forbiciate, la verità dopo 35 anni: svolta clamorosa

Pubblicato: 21/05/2026 16:26

Il trascorrere del tempo non sempre cancella le tracce dei misteri più fitti che hanno segnato la cronaca e la memoria collettiva delle comunità locali. Spesso, la tenacia degli inquirenti e l’evoluzione delle moderne metodologie d’indagine permettono di riaprire capitoli che sembravano ormai archiviati per sempre, restituendo una speranza di verità e giustizia rimasta congelata per decenni. Quando gli elementi scientifici si sovrappongono alle vecchie piste, i tasselli di vicende complesse iniziano a trovare una nuova e inaspettata collocazione, modificando radicalmente lo scenario e spingendo le autorità inquirenti a riconsiderare dinamiche che parevano ormai destinate a rimanere senza un colpevole.

La traccia biologica e il confronto con la banca dati

Svolta a distanza di 35 anni sull’omicidio di Sandra Casagrande, la pasticcera del Due Torri di Roncade uccisa il 29 gennaio del 1991 all’interno dell’attività. Uno dei cold case più noti del Trevigiano vede ora un indagato. Si tratta di un 57enne residente in provincia iscritto formalmente nel registro. Le attività investigative proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Treviso.

La svolta investigativa nasce da ulteriori analisi scientifiche eseguite sui reperti, che hanno consentito di isolare un profilo genetico maschile rimasto per lungo tempo senza attribuzione nonché dal successivo confronto con la Banca Dati Nazionale del dna. Gli accertamenti, sviluppati attraverso moderne tecniche di indagine genetica, hanno consentito di far emergere elementi ritenuti meritevoli di approfondimento investigativo.

La brutale aggressione all’interno del locale

La ricostruzione dei fatti ci riporta indietro di molto tempo. Sandra Casagrande venne trovata priva di vita la sera del 29 gennaio 1991 all’interno della propria attività commerciale di Roncade, vittima di una brutale aggressione. Stando alle ricostruzioni dell’epoca, un uomo entrò nella sua pasticceria e le tolse la vita con 22 colpi di forbice al torace prima di far perdere le sue tracce.

Il corpo martoriato della donna venne trovato poco dopo da un cliente che era passato a salutarla, e subito dopo dal comandante della stazione dei carabinieri. Da allora il caso è rimasto tra quelli più complessi e conosciuti della cronaca trevigiana, un enigma che oggi, grazie alla scienza forense, si arricchisce di un capitolo decisivo.

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