
La trattativa tra Stati Uniti e Iran sembra essere arrivata al momento più delicato e decisivo dall’inizio della crisi. Dopo giorni di negoziati intensissimi, telefonate tra leader internazionali e continui scambi diplomatici, Donald Trump ha annunciato che un accordo sarebbe ormai “ampiamente negoziato” e vicino alla finalizzazione. Sul tavolo ci sarebbero una tregua estesa di 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e nuovi colloqui sul programma nucleare iraniano.
Secondo indiscrezioni provenienti da Washington e rilanciate dai media americani, l’intesa prevederebbe anche una progressiva riduzione delle tensioni regionali e il possibile allentamento di alcune restrizioni economiche verso Teheran. Restano però ancora aperti diversi punti critici, soprattutto sul futuro delle scorte di uranio altamente arricchito e sul controllo dello Stretto di Hormuz, tema sul quale l’Iran continua a ribadire la propria sovranità.
La situazione resta quindi estremamente fluida. Da una parte Trump parla apertamente di accordo imminente, dall’altra le Guardie Rivoluzionarie iraniane frenano e accusano la Casa Bianca di fare propaganda. Intanto Israele osserva con crescente preoccupazione gli sviluppi del negoziato, soprattutto per le possibili conseguenze sulla guerra in Libano e sugli equilibri regionali.
14:04 – Repubblicani Usa preoccupati dall’accordo con l’Iran: “Può rafforzare Teheran”
Crescono le tensioni anche all’interno del Partito Repubblicano americano sul possibile accordo tra Washington e Teheran. Sebbene i dettagli dell’intesa non siano ancora stati ufficializzati, diversi esponenti conservatori hanno già espresso forte preoccupazione per le possibili conseguenze strategiche dell’intesa.
Tra i più critici ci sono i senatori Lindsey Graham e Ted Cruz. Quest’ultimo ha avvertito che un accordo che lasci all’Iran il controllo effettivo dello Stretto di Hormuz e garantisca nuove risorse economiche a Teheran rischierebbe di trasformarsi in “un disastro” per gli Stati Uniti e per gli equilibri regionali.
Anche Graham ha espresso dubbi molto pesanti, sostenendo che se l’Iran continuerà a essere percepito come una potenza capace di minacciare il Golfo Persico e Israele, allora “bisognerebbe chiedersi perché la guerra sia iniziata”.
13:48 – Pezeshkian: “Pronti a rassicurare il mondo sul nucleare”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran è pronta a “rassicurare il mondo” sul fatto di non voler sviluppare armi nucleari. Le dichiarazioni, rilanciate da Al Jazeera e dai media iraniani, arrivano nel pieno dei negoziati tra Iran e Stati Uniti per arrivare a una possibile intesa.
Pezeshkian ha però precisato che i negoziatori iraniani non accetteranno compromessi che possano “mettere a repentaglio l’onore e la dignità” della Repubblica Islamica, ribadendo quindi la linea rossa di Teheran sul rispetto della sovranità nazionale.
13:18 – Pezeshkian: “Nessun accordo senza il via libera di Khamenei”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha chiarito che nessuna decisione definitiva sull’eventuale accordo tra Iran e Stati Uniti verrà presa senza l’approvazione finale della Guida Suprema, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei. La dichiarazione arriva dopo le polemiche interne esplose nei giorni scorsi all’interno dell’ala più radicale del Parlamento iraniano.
Il deputato ultraconservatore Kamran Ghazanfari aveva infatti accusato Pezeshkian di aver accettato il cessate il fuoco senza il consenso preventivo della Guida Suprema, alimentando nuove tensioni politiche a Teheran proprio mentre proseguono i negoziati con Washington.
Le parole del presidente sembrano quindi voler rassicurare i settori più rigidi del regime iraniano, ribadendo che ogni eventuale intesa con gli Stati Uniti dovrà passare attraverso il pieno controllo politico e religioso di Khamenei.
06:03 – Teheran: “Anche i Romani fecero la pace alle condizioni della Persia”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ismail Baghaei ha pubblicato un messaggio sui social dal forte valore simbolico e politico. “I Romani credevano che Roma fosse il centro del mondo, ma gli Iraniani infransero quest’illusione”, ha scritto, ricordando come in passato l’Impero romano fosse stato costretto a trattare “alle condizioni della Persia”.
Il riferimento viene interpretato come un messaggio diretto agli Stati Uniti nel pieno delle trattative sull’accordo.
05:57 – Axios: tregua di 60 giorni e stop alla guerra in Libano
Secondo Axios, la bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran prevedrebbe una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale verrebbe progressivamente riaperto lo Stretto di Hormuz e Teheran potrebbe tornare a vendere liberamente il proprio petrolio.
Nell’intesa sarebbero inclusi anche nuovi negoziati sul programma nucleare iraniano e persino una possibile estensione della tregua al Libano, scenario che avrebbe provocato forti preoccupazioni nel governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. La Casa Bianca spera che le ultime divergenze vengano risolte entro poche ore per poter annunciare ufficialmente l’accordo già in giornata.
03:33 – Nyt: l’Iran pronto a rinunciare alle scorte di uranio
Il New York Times riferisce che Teheran avrebbe accettato di rinunciare alle proprie scorte di uranio altamente arricchito nell’ambito dell’intesa con Washington.
Secondo il quotidiano americano, le modalità precise con cui l’Iran dovrebbe cedere o diluire il materiale nucleare verranno definite nel prossimo ciclo di colloqui dedicato specificamente al dossier atomico. Si tratterebbe di uno dei punti più importanti dell’intera trattativa.
03:07 – Sharif ringrazia Trump per gli “sforzi straordinari”
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si è congratulato con Donald Trump per quelli che ha definito “straordinari sforzi” finalizzati al raggiungimento della pace con l’Iran. Il Pakistan continua a svolgere un ruolo centrale nella mediazione diplomatica tra Washington e Teheran.
03:06 – Pasdaran: “Nessun impegno sul nucleare”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, citate dall’agenzia Fars, hanno però smentito che Teheran abbia assunto impegni concreti sul proprio programma nucleare.
Secondo i Pasdaran, le dichiarazioni diffuse da Trump sarebbero “propaganda” e la questione nucleare non sarebbe stata affrontata in modo definitivo durante questa fase del negoziato. Una posizione che conferma come all’interno dell’Iran restino forti divisioni sulla trattativa.
00:04 – Fars: “Hormuz resta sotto controllo iraniano”
L’agenzia iraniana Fars ha precisato che, secondo gli ultimi scambi diplomatici con Washington, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe comunque sotto la gestione e il controllo dell’Iran. L’annuncio di Trump sulla riapertura dello stretto è stato definito da Teheran “incompleto e incoerente con la realtà”.
00:01 – Trump: “Accordo pronto, Hormuz riaprirà”
Donald Trump ha annunciato su Truth Social che l’accordo tra Stati Uniti, Iran e altri Paesi coinvolti sarebbe ormai quasi concluso.
“Gli aspetti finali e i dettagli dell’accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve”, ha scritto il presidente americano, parlando apertamente della riapertura dello Stretto di Hormuz come parte centrale dell’intesa.


