
La notte della diplomazia corre parallela a quella della guerra. Tra Washington e Teheran si moltiplicano i segnali di una possibile intesa, mentre sul terreno continuano raid, accuse reciproche e tensioni in tutta l’area mediorientale. Secondo fonti americane, Stati Uniti e Iran avrebbero ormai raggiunto un accordo di principio, ma servirebbero ancora alcuni giorni per l’approvazione definitiva da parte della leadership iraniana. Marco Rubio ha dichiarato che un’intesa potrebbe arrivare già lunedì, mentre Donald Trump sarebbe disposto a concedere altro tempo a Teheran per chiudere il negoziato. I mercati reagiscono immediatamente: il petrolio perde oltre il 5% nella prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto però proseguono gli scontri tra Israele, Hezbollah e Gaza, mentre l’intelligence americana sostiene che la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei si trovi nascosto in una località segreta e comunichi soltanto attraverso una rete di corrieri.
08:56 – Il mediatore pachistano Munir in Cina per discutere dell’intesa Usa-Iran
Prosegue l’intensa attività diplomatica attorno alla possibile intesa tra Stati Uniti e Iran. Il capo di stato maggiore delle forze armate del Pakistan, Asim Munir, considerato uno dei principali mediatori del negoziato, è arrivato a Pechino insieme al premier pachistano Shehbaz Sharif per una serie di colloqui con la leadership cinese.
Munir, che nei giorni scorsi aveva visitato Teheran insieme al ministro degli Interni Mohsin Naqvi, continua così il lavoro diplomatico per favorire una de-escalation nella regione e accompagnare le trattative verso un accordo definitivo. La Cina ha ribadito la volontà di collaborare con Islamabad “per contribuire in modo positivo al rapido ritorno della pace e della stabilità in Medio Oriente”, confermando il proprio coinvolgimento nei delicati equilibri regionali.
Sharif, arrivato sabato in Cina per una visita ufficiale di quattro giorni, è stato ricevuto questa mattina nella Grande Sala del Popolo di Pechino dal premier cinese Li Qiang. Con lui anche una nutrita delegazione governativa composta, tra gli altri, dal vicepremier e ministro degli Esteri Ishaq Dar, dal ministro della Pianificazione Ahsan Iqbal e dalla ministra delle Telecomunicazioni Shaza Fatima Khawaja.
05:34 – Rubio: “Accordo Usa-Iran ancora possibile lunedì” Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che un accordo tra Stati Uniti e Iran “è ancora possibile” già nella giornata di lunedì. Le sue parole arrivano dopo ore di indiscrezioni su una bozza d’intesa ormai vicina alla conclusione, anche se restano ancora da sciogliere alcuni nodi legati al programma nucleare iraniano e alle garanzie richieste da Washington.
05:31 – Rubio: “Israele manterrà il diritto di difendersi” Rubio ha anche precisato che qualsiasi accordo con Teheran garantirà comunque a Israele il diritto di difendersi. Da Nuova Delhi, dove si trova in visita, il segretario di Stato ha richiamato le parole del premier Benjamin Netanyahu e ha ribadito che Israele conserva il diritto di reagire contro Hezbollah o contro eventuali attacchi provenienti dal Libano.
05:31 – Al-Jazeera: “Marina israeliana spara contro pescatori palestinesi” Secondo Al-Jazeera, tre pescatori palestinesi sarebbero rimasti feriti dopo che navi della marina israeliana hanno aperto il fuoco contro la loro imbarcazione nelle acque al largo di Gaza City. Sui social è stato diffuso anche un video che mostrerebbe il momento degli spari contro le barche.
04:43 – Media Usa: “Raggiunto un accordo di principio con l’Iran” Cnn, Cbs e New York Times riferiscono che Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un “accordo di principio” destinato a fermare l’escalation militare in Medio Oriente. Secondo fonti americane, Teheran avrebbe accettato in linea generale il piano sullo smaltimento dell’uranio altamente arricchito, anche se le modalità operative sono ancora oggetto di trattativa. Per la firma definitiva potrebbero essere necessari ancora alcuni giorni.
Petrolio in caduta e trattative sul nucleare
01:45 – Intelligence Usa: “Khamenei nascosto in una località segreta” Secondo fonti dell’intelligence americana citate dalla Cbs, la guida suprema Mojtaba Khamenei sarebbe nascosto in una località segreta e comunicherebbe con il mondo esterno solo attraverso una rete di corrieri. Questa situazione starebbe rallentando anche il negoziato con Washington, rendendo più difficili i contatti rapidi con i rappresentanti iraniani.
01:43 – Media iraniani: “Teheran diffida profondamente degli Stati Uniti” L’agenzia Tasnim, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, sostiene che l’Iran continui a nutrire “profonda diffidenza” verso gli Stati Uniti. Nonostante i contatti indiretti attraverso mediatori pakistani, Teheran non mostrerebbe “alcun ottimismo” nei confronti di Washington e ritiene che diverse questioni fondamentali siano ancora aperte.
01:30 – Libano, accuse a Israele per un attacco “double-tap” L’agenzia statale libanese Nna riferisce che Israele avrebbe colpito due volte lo stesso edificio ad al-Duwayr, nel Libano meridionale. Il secondo raid sarebbe avvenuto circa mezz’ora dopo il primo, provocando vittime civili e feriti tra le persone presenti durante i soccorsi. Nella stessa area si sarebbero verificati anche altri attacchi aerei e con droni.
01:13 – Petrolio in calo del 5% con l’accordo vicino Il prezzo del petrolio continua a scendere dopo le indiscrezioni sull’intesa tra Stati Uniti e Iran. Il Brent perde il 5,1% e scivola a 98,12 dollari al barile. I mercati scommettono sulla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, fondamentale per il traffico energetico mondiale.
00:10 – Fox: “Trump pronto a concedere ancora una settimana all’Iran” Secondo Fox News, Donald Trump sarebbe disposto a concedere all’Iran altri cinque, sei o sette giorni per chiudere definitivamente l’accordo. Un funzionario americano avrebbe definito l’intesa “completa al 95%”, lasciando intendere che la Casa Bianca voglia evitare un nuovo salto militare nella regione.
00:08 – Funzionario Usa: “Senza concessioni sul nucleare non avranno nulla” Un funzionario americano citato dal New York Post ha chiarito la linea di Washington sul dossier nucleare. “Se l’Iran non fa nulla, non otterrà nulla. Se farà molto, potrà ottenere molto”, ha spiegato la fonte, ribadendo che gli Stati Uniti pretendono la rinuncia all’uranio altamente arricchito come condizione centrale dell’accordo.


