
La mancata qualificazione in Champions League continua a lasciare scorie pesanti in casa Juventus. Il pareggio nel derby contro il Torino, maturato dopo una rimonta subita nel secondo tempo quando ormai i giochi erano già compromessi, ha alimentato ulteriore delusione attorno all’ambiente bianconero. A fotografare il clima è stato soprattutto l’intervento televisivo di Luciano Spalletti, apparso profondamente provato durante il collegamento con la trasmissione “Pressing” su Italia 1.
L’allenatore toscano si è presentato davanti alle telecamere mostrando tutta la propria tensione, in un momento complicato sotto il profilo sportivo e personale. Una semplice domanda della conduttrice Monica Bertini è bastata per innescare una reazione inattesa, trasformando l’intervista in un confronto dai toni accesi.
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La domanda di Monica Bertini e la reazione di Spalletti
L’episodio è nato all’inizio del collegamento, quando Monica Bertini ha chiesto al tecnico: “Io ho una curiosità, ma lei, Luciano Spalletti, come sta?”. Una domanda formulata con l’intenzione di mostrare vicinanza dopo la delusione sportiva, ma interpretata diversamente dall’allenatore bianconero.
Spalletti, dopo un iniziale sorriso, ha risposto con tono duro: “L’ho sentita questa teoria: ‘È bruciato perché in Nazionale gli è successo questo…’. Si vuol riferire a questo? Vi faccio compassione?”.
Parole che hanno immediatamente spiazzato la giornalista, intervenuta per chiarire il senso della domanda: “No, no, no, no”. Ma il tecnico ha proseguito senza frenare il proprio sfogo: “Dottoressa, funziona così, che a me me n’avanza per me di quella che è la mia reazione. E se volete, se c’è qualcuno in difficoltà, ve la metto a disposizione”.
La tensione del momento ha reso evidente quanto il finale di stagione abbia inciso sull’umore dell’allenatore, finito al centro delle critiche dopo il fallimento dell’obiettivo europeo.

Il chiarimento in diretta
Monica Bertini ha quindi cercato di riportare il confronto su toni più distesi, spiegando il significato del suo intervento: “Guardi, solo una precisazione, guardi che lei ha frainteso perché la mia era una domanda che voleva mostrare un certo tipo di sensibilità nei suoi confronti, non voleva alludere a nient’altro”.
La giornalista ha poi aggiunto: “Se lei pensa questo, è lei che sta pensando male. Immagino la delusione che lei sta provando. E quindi in un momento in cui si parla sempre del contesto e tutto, io invece lo chiedo alla persona come sta, vorrei capire la sua delusione”.
A quel punto Spalletti ha parzialmente corretto il tiro, tornando sulle dichiarazioni pronunciate nei giorni precedenti: “Perfetto, grazie, grazie. Anche perché facciamo chiarezza su questa cosa qui, perché io ho detto ‘mi son portato a letto quella che è l’amarezza della partita e ho passato delle notti senza vita’. Perché è così”.
Parole che confermano il peso emotivo vissuto dall’allenatore dopo il crollo della Juventus nel momento decisivo della stagione.

Lo sfogo contro le critiche
Nel finale dell’intervista, Spalletti ha affrontato apertamente anche il tema delle contestazioni ricevute nelle ultime settimane. Il tecnico ha respinto con decisione le accuse e le richieste di dimissioni arrivate dopo l’esclusione dalla Champions League.
“Quello che è la situazione del percorso, del progetto, del ragionamento, di quello che è successo, quello va in secondo piano. Si prende un episodio, ‘tu sei fuori dalla Champions, fallito’. Tutti ‘fallito, dimissioni, fallito’. Mi fanno ridere ormai”.
Poi il riferimento alla propria lunga esperienza nel calcio: “A me mi manca solo una categoria che non sono stato negli spogliatoi del calcio, la Prima Categoria. Poi sono stato in tutti gli spogliatoi di tutte le categorie, o da allenatore o da calciatore, di tutte le categorie del calcio. Per cui ce l’avete dura”.
Infine, la chiusura guardando direttamente in camera: “Ci si vede il prossimo anno”.
Un messaggio chiaro, che conferma la volontà di Spalletti di restare alla guida della Juventus e partecipare in prima persona alla costruzione della squadra futura, nonostante un finale di stagione segnato da delusioni e tensioni.


