
Una scossa di terremoto è stata registrata nella serata di oggi nel Polesine, tra Veneto e Lombardia. Il sisma, di magnitudo 2.8, è stato rilevato dall’INGV alle 17:08 con epicentro a circa 3 chilometri a nord-est di Ceneselli, in provincia di Rovigo.
Secondo i dati diffusi dalla Sala Sismica INGV di Roma, il terremoto si è verificato a una profondità di circa 9 chilometri, con coordinate geografiche 45.0283 di latitudine e 11.3962 di longitudine. Nonostante la magnitudo contenuta, la scossa è stata avvertita distintamente in diversi comuni tra il basso Veneto e il Mantovano, soprattutto ai piani alti delle abitazioni.
🟡[STIMA #PROVVISORIA] #terremoto Magnitudo tra 2.8 e 3.3 ore 17:08 IT del 28-05-2026, prov/zona Rovigo #INGV_46065772
— INGVterremoti (@INGVterremoti) May 28, 2026
L’epicentro è stato localizzato in un’area rurale del Rodigino, ma il sisma è stato percepito anche nelle province vicine. I comuni più prossimi all’area interessata sono Ceneselli, Calto, Trecenta, Salara, Felonica, Giacciano con Baruchella, Castelmassa, Sermide, Bagnolo di Po, Castelnovo Bariano, Ficarolo, Canda e Castagnaro. In tutta la zona numerosi residenti hanno raccontato di aver sentito tremare mobili, vetri e pavimenti per alcuni secondi.
Al momento non risultano danni a persone o edifici, ma la scossa ha inevitabilmente generato apprensione tra la popolazione, anche perché il ricordo del terremoto dell’Emilia del 2012 è ancora molto vivo in tutto il Nord Italia.
L’area tra il basso Veneto, il Mantovano e l’Emilia settentrionale viene infatti considerata a media sismicità. Pur non essendo una delle zone più esposte del Paese, il territorio della Pianura Padana è attraversato da strutture geologiche attive che negli anni hanno prodotto terremoti anche significativi.
Il precedente più drammatico resta proprio quello della lunga sequenza sismica dell’Emilia del maggio 2012. In quell’occasione si registrarono scosse fino a magnitudo 5.9 e 5.8 con epicentri tra Finale Emilia, Mirandola e Medolla. Il bilancio fu pesantissimo: 27 vittime, centinaia di feriti e danni enormi a edifici storici, industrie e abitazioni. Anche parte del Mantovano e del Rodigino subirono conseguenze importanti, con decine di repliche avvertite per settimane.
Negli ultimi anni l’area ha continuato a mostrare una moderata attività sismica, con eventi generalmente di bassa intensità ma sufficienti a ricordare come anche il Nord Italia non sia immune dal rischio terremoti.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia continua a monitorare la situazione. Come avviene in questi casi, i dati relativi a epicentro e magnitudo potrebbero essere aggiornati nelle prossime ore sulla base delle ulteriori analisi sismiche.


