
Pomeriggio di forti disagi tra Livorno e Pisa, dove centinaia di manifestanti hanno occupato l’autostrada A12 provocando rallentamenti e lunghe code. La protesta, organizzata nell’ambito della manifestazione ciclistica “Critical Mass Ciemmona 2026”, ha coinvolto numerosi partecipanti arrivati da diverse regioni italiane per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della guerra, del riarmo e della tutela dell’ambiente.
Il corteo è partito nel primo pomeriggio da piazza della Repubblica a Livorno e successivamente ha raggiunto il casello di Livorno Centro, immettendosi sulla Variante Aurelia e bloccando temporaneamente la circolazione in direzione nord, verso Pisa. La situazione ha provocato notevoli disagi agli automobilisti, molti dei quali si sono ritrovati bloccati nel traffico senza possibilità di proseguire il viaggio.
Protesta pacifica e presidio davanti a Camp Darby
La manifestazione si è svolta senza incidenti e sotto il controllo delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale, che hanno monitorato il percorso dei manifestanti e gestito la viabilità fino al graduale ritorno alla normalità.
Dopo il passaggio sull’autostrada, il corteo si è diretto verso Camp Darby, la base militare statunitense situata tra Pisa e Livorno, da anni al centro delle contestazioni dei movimenti pacifisti. I partecipanti hanno ribadito il proprio no alla guerra e alle politiche di riarmo, scegliendo ancora una volta la bicicletta come simbolo di mobilità sostenibile e protesta non violenta.
Cos’è la Critical Mass Ciemmona
La manifestazione fa parte della tradizione della Critical Mass, movimento nato negli anni Novanta a San Francisco e diffusosi successivamente in tutto il mondo. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione sui temi della mobilità sostenibile, della qualità della vita nelle città e, in questa edizione, anche sulle questioni legate ai conflitti internazionali.
L’evento si svolge a Livorno dal 29 al 31 maggio e prevede una serie di iniziative collaterali dedicate all’ambiente, agli spazi urbani e ai temi sociali. Tra i luoghi simbolo scelti dagli organizzatori figurano anche gli Orti Urbani di via Goito, considerati un presidio verde da difendere contro nuove edificazioni, e alcuni spazi autogestiti della città che ospitano incontri, dibattiti e attività culturali.
Nonostante il ritorno alla normalità in serata, la protesta ha riacceso il dibattito sulle modalità delle manifestazioni che incidono direttamente sulla circolazione stradale, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene le ragioni dei manifestanti e chi denuncia i pesanti disagi subiti dagli automobilisti.


