
Parte da Rimini il lungo viaggio di VascoLive 2026, la nuova tournée del rocker di Zocca che questa sera inaugura la stagione dei concerti con la tradizionale data zero allo stadio Romeo Neri. Davanti a circa 25 mila spettatori, arrivati da tutta Italia e anche dall’estero, Vasco Rossi non si limita però a presentare il nuovo show. A poche ore dall’esibizione affida ai giornalisti una riflessione destinata a far discutere, trasformando il concerto in qualcosa di più di un semplice evento musicale.
«La musica è una forma di resistenza attiva contro questi sociopatici che scatenano guerre e distruzioni», ha dichiarato il cantante, intervenendo sui conflitti che stanno segnando lo scenario internazionale. Parole che si inseriscono in una visione più ampia del ruolo dell’arte e della musica in una fase storica caratterizzata da tensioni, paure e divisioni.
«Noi portiamo gioia contro odio e paura»
Vasco ha spiegato come il concerto rappresenti per lui un momento di aggregazione collettiva capace di opporsi al clima di rabbia e conflitto che attraversa il mondo. «Il potere ha sempre bisogno che la gente sia affetta dalla tristezza», ha osservato citando il filosofo Spinoza. «Noi invece portiamo gioia».
Per il rocker, la musica può diventare uno strumento di resistenza civile contro la propaganda, la violenza e le logiche di sopraffazione. «Purtroppo domina la legge del più forte», ha affermato, denunciando anche quella che definisce «la potenza della propaganda e del rimbecillimento della popolazione». Un messaggio che si intreccia con il tema generale del tour, pensato per esorcizzare con ironia e provocazione le inquietudini del presente.
Un concerto provocatorio e pieno di riferimenti all’attualità
Lo stesso Vasco ha definito il nuovo spettacolo «molto provocatorio» e caratterizzato da una forte dose di ironia. Un modo, spiega, per affrontare un periodo storico segnato da conflitti, tensioni internazionali e crescente polarizzazione.
Tra i riferimenti più evidenti ci sarà anche il celebre slogan “Non siamo mica gli americani”, richiamo all’album del 1979 che torna oggi con una valenza diversa. «Pensavamo di essere diventati un po’ anche noi americani, invece non è così», ha spiegato il cantante, utilizzando la sua consueta ironia per riflettere sui rapporti di forza internazionali e sul concetto stesso di potere.
Vasco risponde anche alle polemiche sugli artisti
Nel corso dell’incontro con la stampa, Vasco ha commentato anche il dibattito nato dalle recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori, secondo cui gli artisti non avrebbero necessariamente il compito di intervenire sui grandi temi dell’attualità.
«Io parlo con le canzoni, anzi io sono le mie canzoni», ha replicato Vasco. «Rispetto il pensiero di De Gregori perché ognuno segue la propria coscienza. Lui è un poeta, non un politico. Io non ho bisogno di fare discorsi dal palco, i miei brani parlano da soli».
Parte il tour e guarda già ai 50 anni di carriera
Quello che prende il via questa sera a Rimini sarà uno dei tour più importanti dell’estate italiana. Vasco ha inoltre già rivolto lo sguardo al 2027, quando celebrerà i 50 anni di carriera con un grande evento che potrebbe coinvolgere centinaia di migliaia di persone.
Il cantante ha anche risposto con una battuta al record che Ultimo punta a stabilire a Tor Vergata il prossimo anno. «Modena Park resta il concerto rock più leggendario del mondo», ha detto sorridendo. «E comunque il mio record deve ancora essere infranto».
Intanto, però, il presente è tutto per Rimini. Una serata che promette musica, emozioni e un messaggio chiaro: contro la paura, la guerra e la divisione, Vasco continua a scegliere il linguaggio delle canzoni e della felicità collettiva.


