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Dramma sulle Alpi, volo di 600 metri sotto gli occhi del fratello. Atroce!

Pubblicato: 30/05/2026 22:11

Dramma sulle montagne italiane nella mattinata di sabato 30 maggio. Andrea Villa, alpinista di 54 anni residente a Luisago, in provincia di Como, ha perso la vita dopo una terribile caduta lungo la parete nord del Gran Paradiso. L’uomo stava affrontando l’ascensione insieme al fratello e a un amico quando, a poche centinaia di metri dalla vetta, è precipitato nel vuoto sotto gli occhi dei compagni di cordata.

L’incidente è avvenuto a una quota compresa tra i 3.800 e i 3.900 metri. Secondo le prime ricostruzioni, i tre stavano procedendo in un tratto particolarmente esposto della montagna e, in quel momento, si trovavano slegati. Andrea Villa era leggermente più avanti rispetto agli altri due quando avrebbe perso l’appoggio, precipitando lungo il versante nord per circa 600 metri. Un volo impressionante che non gli ha lasciato alcuna possibilità di sopravvivenza.

Inutili i soccorsi sul Gran Paradiso

L’allarme è stato lanciato poco dopo le 11 dai due compagni, rimasti illesi ma profondamente sotto shock per quanto accaduto. Sul posto è intervenuto rapidamente l’elicottero del Soccorso Alpino Valdostano con a bordo il personale tecnico e il medico del 118.

Una volta raggiunto il luogo dell’incidente, i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’alpinista. Il corpo è stato recuperato e trasferito a valle, prima a Entreves e successivamente nella camera mortuaria di Courmayeur, dove saranno completate le procedure di riconoscimento e gli accertamenti affidati alla Guardia di Finanza del Soccorso Alpino Guardia di Finanza (Sagf).

Le indagini sulla dinamica dell’incidente

I due compagni di escursione sono stati recuperati tramite verricello e accompagnati a valle, dove sono stati ascoltati dagli investigatori per ricostruire con precisione gli ultimi momenti prima della tragedia.

Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti vi sono anche le condizioni della parete e la presenza di altre cordate lungo il percorso. Secondo le prime informazioni raccolte dai soccorritori, nella zona si sarebbero verificate alcune scariche di rocce e ghiaccio provenienti dai tratti superiori della montagna, circostanza che potrebbe aver contribuito a rendere ancora più pericolosa la progressione.

Giornata nera sulle Alpi

Quella del Gran Paradiso non è stata l’unica tragedia avvenuta in montagna nelle ultime ore. Sempre nella giornata di sabato un altro alpinista, un 32enne originario dell’Abruzzo e residente in Trentino, ha perso la vita in Val di Fassa durante una scalata lungo la via Livanos, nel massiccio delle Pale di San Martino.

Due incidenti mortali avvenuti a poche ore di distanza che riportano l’attenzione sui rischi dell’alpinismo in alta quota, soprattutto in una fase della stagione in cui neve, ghiaccio e condizioni del terreno possono cambiare rapidamente e rendere estremamente insidiosi anche i percorsi più frequentati.

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