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Italia, si tuffa e viene risucchiato. La tragedia davanti a moglie e figlia

Pubblicato: 31/05/2026 09:45

Il sole pomeridiano scaldava l’aria di un fine settimana che doveva essere solo una parentesi di relax, risate e spensieratezza in compagnia delle persone più care. L’atmosfera era quella classica delle giornate di festa anticipate, dove il tempo scorre lento tra tende piantate a riva, canne da pesca posizionate in attesa di un cenno e la complicità di una famiglia unita. Poi, quasi per gioco, è nata una sfida contro la corrente, un’idea improvvisa per mettere alla prova la propria resistenza fisica nel percorrere a nuoto quel tratto d’acqua che sembrava innocuo. La traversata di andata si è conclusa senza intoppi, alimentando la fiducia, ma è stato durante il tragitto di ritorno che la situazione è precipitata in un istante. Un gorgo improvviso, una forza invisibile e implacabile ha trascinato l’uomo verso il fondo, strappandolo per sempre agli occhi impotenti e terrorizzati della moglie e della figlia di appena dieci anni.

La dinamica del tragico incidente a Roncoferraro

La tragedia si è consumata intorno alle ore sedici e trenta di sabato trenta maggio nel territorio comunale di Roncoferraro, in provincia di Mantova. La vittima è Vasile Andrei Bologna, un uomo di trentasei anni che risiedeva a Fidenza, nel parmense, ma lavorava come operaio a Milano. L’uomo aveva deciso di sfruttare i giorni di riposo garantiti dal ponte del due giugno per organizzare una breve vacanza all’aria aperta. Il gruppo, composto dalla famiglia e da alcuni amici intimi, era arrivato sul posto già nella serata di venerdì ventinove maggio, accampandosi con le tende lungo la sponda del Canalbianco, precisamente in via Solferino, nella frazione di Governolo. Quella che doveva essere una tranquilla scampagnata si è trasformata in un incubo quando il trentaseienne ha deciso di tuffarsi per attraversare il canale a nuoto, intenzionato a raggiungere la sponda opposta per poi fare ritorno al punto di partenza.

I soccorsi e il difficile recupero del corpo

Subito dopo aver visto l’amico scomparire sott’acqua a pochi metri dalla riva, i presenti hanno lanciato l’allarme chiamando i soccorsi. La macchina delle emergenze si è attivata immediatamente e sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Mantova, che hanno iniziato a perlustrare il corso d’acqua sia con i gommoni sia con l’ausilio di un elicottero per il monitoraggio dall’alto. La complessità della situazione e la forza delle correnti sul fondale hanno reso necessario l’intervento dei sommozzatori provenienti dai nuclei speciali di Venezia e Bologna. Gli specialisti sono entrati in acqua per avviare le ricerche di profondità e, intorno alle ore diciotto e trenta, hanno individuato il corpo senza vita del trentaseienne, che era rimasto bloccato sul fondale del canale.

Le indagini e il dolore della comunità

I carabinieri hanno subito avviato i rilievi e raccolto le testimonianze dei presenti per ricostruire con esattezza ogni fase della vicenda. Anche se la dinamica appare purtroppo molto chiara e riconducibile a una fatalità legata alle insidie nascoste del corso d’acqua, verranno svolti tutti gli accertamenti di rito. La notizia ha gettato nello sconforto la comunità di Fidenza, dove l’uomo viveva stabilmente con i suoi affetti. Vasile Andrei Bologna lascia la moglie e una figlia di dieci anni, che hanno assistito impotenti alla drammatica sequenza degli eventi lungo gli argini del Canalbianco.

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Ultimo Aggiornamento: 31/05/2026 09:48

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