
Esce di casa per una passeggiata, attraversa una strada conosciuta da sempre, magari sulle strisce pedonali. Bastano pochi secondi e una distrazione, una mancata precedenza o una velocità eccessiva possono trasformare un gesto quotidiano in una tragedia.
È una scena che si ripete con inquietante frequenza lungo le strade italiane. Non si tratta di episodi isolati, ma di una sequenza continua di incidenti che colpisce soprattutto chi si muove a piedi, la categoria più esposta e fragile del traffico urbano.
I numeri raccontano una vera emergenza. Giorno dopo giorno, città grandi e piccoli centri si trovano a fare i conti con vittime che spesso stavano semplicemente attraversando la strada o percorrendo un tratto vicino a casa.
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Sapidata-Asaps, nei primi 152 giorni del 2026 sono morti 175 pedoni sulle strade italiane. Un dato che equivale a più di una vittima al giorno e che segna un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando i decessi erano stati 147.
L’analisi evidenzia una distribuzione costante nel corso dell’anno: 47 vittime a gennaio, 29 a febbraio, 40 a marzo, 27 ad aprile e 32 nel mese di maggio. Tra i pedoni deceduti si contano 115 uomini e 60 donne.
Particolarmente allarmante è il dato relativo agli anziani. Ben 85 vittime avevano più di 65 anni, quasi la metà del totale. Anche nell’ultima settimana monitorata, sei dei dieci pedoni deceduti appartenevano a questa fascia d’età, confermando come gli over 65 rappresentino una delle categorie maggiormente esposte al rischio.
Dal punto di vista territoriale, la Lombardia risulta la regione più colpita con 25 morti, di cui 5 nella sola Milano. Seguono il Lazio e il Piemonte, entrambi con 19 vittime, mentre il Veneto registra 17 decessi. Numeri elevati anche in Campania (15), Emilia-Romagna (12), Toscana e Sicilia (11 ciascuna).
Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda gli investimenti avvenuti sulle strisce pedonali. Sono infatti 83 i casi registrati dall’inizio dell’anno, quasi la metà del totale delle vittime. Un dato che riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza degli attraversamenti e del rispetto delle precedenze da parte degli automobilisti.
Non meno grave il fenomeno della pirateria stradale. Dall’inizio del 2026 si contano già 17 episodi nei quali il conducente responsabile dell’investimento si è allontanato senza prestare soccorso.
L’Osservatorio sottolinea inoltre che il bilancio potrebbe essere ancora più pesante. Il monitoraggio non include infatti le persone rimaste gravemente ferite che potrebbero morire a distanza di settimane o mesi dall’incidente. Un limite che riguarda anche le statistiche ufficiali, poiché l’Istat considera esclusivamente i decessi avvenuti entro 30 giorni dal sinistro.


