
Il viaggio di Papa Leone XIV in Spagna entra nel vivo tra appuntamenti istituzionali e passaggi dal forte valore simbolico. Oggi il Pontefice incontrerà i Reali di Spagna, mentre lunedì sarà il primo Papa nella storia a rivolgersi direttamente al Congresso dei deputati. Il 10 giugno, invece, sarà a Barcellona per inaugurare la Torre di Cristo della Sagrada Família, opera destinata a completare il capolavoro di Antoni Gaudí.
Proprio la Sagrada Família, simbolo del modernismo catalano, torna al centro dell’attenzione mondiale. La basilica, iniziata nel 1882, è il frutto visionario di Gaudí, architetto geniale e figura profondamente legata alla spiritualità, tanto da essere oggi al centro di un processo di canonizzazione che lo ha già visto dichiarato Venerabile.
Il racconto della sua vita si intreccia con la storia della stessa opera. Il 7 giugno 1926, a Barcellona, Gaudí fu investito da un tram mentre attraversava la Gran Via de les Corts Catalanes. Ferito gravemente, fu scambiato per un senzatetto e portato all’ospedale dei poveri, dove morì pochi giorni dopo. Un epilogo anonimo per l’uomo che aveva dedicato la vita a uno dei progetti architettonici più ambiziosi della storia.

Mentre il Papa si prepara a celebrare l’inaugurazione della torre, la figura di Gaudí viene ricordata come quella di un artista totalmente immerso nella fede e nel lavoro. Negli ultimi anni della sua vita viveva infatti nel cantiere della basilica, convinto che la sua opera sarebbe stata completata solo “quando Dio lo avrebbe voluto”.
Il viaggio di Leone XIV in Spagna, che toccherà Madrid, Barcellona e le Canarie, assume così il significato di un ritorno della Chiesa nel cuore della Vecchia Europa. A bordo dell’aereo che lo ha portato a Madrid, il Pontefice ha risposto con tono informale alle domande dei giornalisti, tra sport e attualità internazionale.
Non sono mancate le battute sul calcio. «Farò il tifo per gli Stati Uniti ai Mondiali», ha detto il Papa, aggiungendo sorridendo di non sapere quante partite riuscirà a vedere. Poi, parlando del Clásico tra Real Madrid e Barcellona, ha scherzato: «Il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost tifa per il Real Madrid».
Più seri i passaggi dedicati ai conflitti internazionali. Alla domanda su un possibile messaggio per il presidente russo Vladimir Putin, Leone XIV ha richiamato la necessità di riaprire i negoziati e fermare la guerra in Ucraina, definendo “urgente” la ricerca di una soluzione per evitare ulteriori perdite di vite umane.
Il Pontefice ha espresso anche preoccupazione per la situazione globale, citando il conflitto in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente. Sulla teoria della “guerra giusta”, ha osservato come oggi, di fronte alla capacità distruttiva delle armi moderne, molte categorie del passato non possano più essere applicate allo stesso modo.
Nel dialogo con i giornalisti non è mancato un riferimento alla crescita delle conversioni negli Stati Uniti. Leone XIV ha parlato di un interesse crescente dei giovani per la dimensione spirituale, interpretandolo come segnale di una ricerca di senso sempre più diffusa nelle società contemporanee.
Lo sguardo del Papa si allarga poi all’Europa, che considera ancora centrale nel panorama globale. In vista delle prossime tappe a Parigi e Lourdes, Leone XIV ha ribadito l’importanza del continente come possibile modello di equilibrio e dialogo, se capace di non dimenticare le proprie radici storiche e spirituali.
Il viaggio in Spagna, segnato anche dalle tensioni politiche interne e dalle sfide sociali, si chiuderà alle Canarie, tappa simbolica delle migrazioni verso l’Europa. Un percorso che intreccia fede, politica e memoria storica, con la Sagrada Família destinata a diventare il momento più emblematico di un viaggio pensato come ponte tra passato e futuro della Chiesa.


