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“Niente contanti di notte”. Arriva la decisione sui prelievi: cosa succede

Pubblicato: 09/06/2026 20:56

Il silenzio della notte, che un tempo avvolgeva le strade deserte e offriva riparo alla quiete della comunità, viene ormai interrotto con spaventosa regolarità da boati improvvisi e devastanti. Sotto il manto dell’oscurità, piccoli gruppi di criminali agiscono indisturbati e con chirurgica violenza, piazzando cariche esplosive ad alto potenziale con l’unico obiettivo di sventrare le casseforti blindate dei terminali automatici. Le deflagrazioni non si limitano a distruggere i dispositivi per il prelievo del denaro, ma sfigurano le facciate degli edifici, mandano in frantumi i vetri delle abitazioni vicine e lasciano dietro di sé una scia di macerie e paura. Per i residenti, svegliarsi di soprassalto nel cuore della notte a causa di un’esplosione è diventata una triste e angosciante consuetudine, un incubo a occhi aperti che trasforma la normale quotidianità in una cronaca di guerriglia urbana, costringendo persino le grandi aziende di servizi a correre ai ripari per evitare danni ancora peggiori.

La decisione di Poste Italiane nel Golfo di Policastro

Proprio a causa di questa drammatica escalation di violenza, Poste Italiane ha dovuto adottare una misura drastica e senza precedenti per il territorio del Golfo di Policastro, situato all’interno della provincia di Salerno. Gli sportelli automatici Postamat di questa specifica area geografica smetteranno di erogare denaro contante durante tutte le ore notturne e nelle fasce orarie caratterizzate da una minore affluenza di pubblico. I vertici della società hanno chiarito che questo provvedimento si inserisce perfettamente in una strategia mirata alla riduzione del danno. Non si tratta di una scelta punitiva nei confronti dei cittadini, bensì di una reazione d’emergenza per contrastare i continui assalti portati avanti con la pericolosa tecnica della marmotta o di altri ordigni esplosivi. La medesima decisione, del resto, non è del tutto nuova per la regione, dato che nel settembre del duemilaventicinque un provvedimento del tutto identico era stato già applicato per otto comuni della vicina provincia di Avellino, dimostrando come il fenomeno sia ormai tristemente diffuso.

L’intervento dell’autorità garante e le proteste locali

La sospensione del servizio pubblico durante la notte non è rimasta priva di conseguenze istituzionali e ha sollevato un polverone che è arrivato fino ai tavoli della politica e delle autorità di controllo. L’Agcom, ovvero l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha deciso di aprire ufficialmente un fascicolo di indagine per fare piena luce sui disservizi che stanno colpendo duramente la cittadinanza del territorio salernitano. Questo importante intervento ispettivo è scaturito da una formale e dettagliata segnalazione presentata da Alberico Sorrentino, che ricopre il ruolo di consigliere comunale di minoranza nel comune di San Giovanni a Piro. I cittadini si trovano infatti a dover gestire enormi disagi legati non solo allo spegnimento notturno degli sportelli, ma anche a ricorrenti guasti tecnici che si trascinano durante le ore diurne e a una cronica carenza di denaro contante all’interno dei dispositivi rimasti attivi.

L’autorità di vigilanza ha deciso di muoversi con estrema fermezza e ha concesso a Poste Italiane un termine perentorio di quindici giorni per fornire risposte precise, dettagliate e scritte in merito alle pesanti criticità che sono state sollevate. Nel testo del procedimento amministrativo, l’Agcom esige di conoscere l’esatta natura e l’estensione delle limitazioni orarie applicate agli sportelli del territorio. Tra i punti fondamentali su cui l’azienda dovrà fare immediata chiarezza spiccano le misure di sicurezza attualmente in vigore per la protezione dei locali e, soprattutto, la reale natura di queste restrizioni. L’autorità intende infatti comprendere se lo spegnimento notturno debba essere considerato un provvedimento puramente temporaneo e legato all’emergenza del momento oppure se si rischia una trasformazione in una misura strutturale e definitiva.

I numeri dell’emergenza criminale tra tre province

Per rispondere alle crescenti polemiche e giustificare la pesante rimodulazione degli orari, Poste Italiane ha diffuso alcuni dati impressionanti relativi alla pressione criminale a cui sono sottoposte le proprie strutture sul territorio. Nel periodo compreso tra il duemilacinque e il duemilaventisei, l’azienda ha dovuto registrare la bellezza di otto attacchi esplosivi riusciti all’interno di una vasta area geografica che unisce idealmente le province di Salerno, Potenza e Cosenza. I vertici aziendali hanno tenuto a precisare che le conseguenze di questi attentati vanno ben oltre la semplice perdita del denaro contenuto nelle casseforti. Quando un ordigno ad alto potenziale esplode, infatti, l’intero ufficio postale subisce danni strutturali devastanti che costringono l’azienda a chiudere i battenti e ad avviare lunghi lavori di ristrutturazione che possono protrarsi per diverse settimane, isolando di fatto intere comunità dai servizi postali e finanziari minimi.

La scelta di bloccare i prelievi di notte risponde quindi alla precisa volontà di tutelare non soltanto il patrimonio economico dell’azienda, ma anche e soprattutto i risparmi dei clienti e la stessa incolumità fisica dei cittadini che risiedono nei pressi degli uffici postali. Poste Italiane ha comunque voluto rassicurare l’opinione pubblica e le istituzioni locali affermando che questa situazione di emergenza non durerà per sempre. L’azienda è attualmente proiettata e fortemente impegnata nella realizzazione di un massiccio piano di potenziamento delle difese passive in tutte le filiali della zona interessata. Questo programma prevede l’installazione di sistemi tecnologici avanzati di blindatura e videosorveglianza che, una volta completati e messi a regime su tutto il territorio, permetteranno finalmente di superare le attuali restrizioni e di ripristinare il fondamentale servizio degli sportelli Postamat ventiquattro ore su ventiquattro.

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