
Si acuiscono le tensioni interne nella Lega dopo il deludente risultato alle recenti elezioni amministrative. Nel consiglio federale riunito oggi a Montecitorio, il segretario Matteo Salvini si è trovato di fronte alle richieste sempre più pressanti dei governatori del Nord, guidati da Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, che chiedono un ritorno alle origini del movimento.
L’incontro, considerato decisivo per il futuro del Carroccio, si è svolto in un clima di forte tensione. Salvini ha aperto i lavori invitando il partito a concentrarsi sull’organizzazione interna e sui programmi, evitando di inseguire nuove realtà politiche come quella rappresentata da Roberto Vannacci. Un messaggio rivolto a chi, all’interno della Lega, guarda con preoccupazione all’erosione del consenso e alla perdita di identità del movimento.
La critica dei governatori del Nord
Secondo quanto emerso durante la riunione, il punto più critico è stato l’intervento di Zaia. L’ex presidente del Veneto avrebbe accusato apertamente il partito di aver smarrito il proprio dna nordista, sostenendo la necessità di rafforzare l’autonomia territoriale e recuperare il legame con le istanze storiche del Nord.
Sul tavolo sarebbe stata avanzata anche l’ipotesi di una struttura più federalista, con una Lega radicata nel Settentrione e una componente distinta nel Centro-Sud, pur mantenendo una guida comune. Un modello che richiama l’esperienza tedesca della Cdu e della Csu, con due realtà autonome ma alleate sul piano politico.
Salvini, invece, avrebbe evitato di affrontare direttamente il tema della contrapposizione tra l’anima autonomista e quella nazionale del partito, rinviando le decisioni più delicate alle prossime settimane. Una scelta che non ha convinto i suoi critici interni, secondo i quali il segretario avrebbe tenuto un intervento privo di risposte concrete sulle questioni che agitano il movimento.
Il futuro della leadership
Al termine della riunione, durata oltre tre ore, i protagonisti hanno cercato di smorzare pubblicamente i toni. Zaia ha definito il confronto «costruttivo», sottolineando come tutti abbiano avuto la possibilità di esprimere le proprie posizioni e ribadendo che «di Lega ce n’è una sola».
Anche la nota ufficiale diffusa dal partito ha insistito sulla necessità di rafforzare l’unità interna e valorizzare il ruolo degli amministratori locali. Tuttavia, le divisioni restano evidenti e il segretario si sarebbe preso alcuni giorni per riflettere sulle prossime mosse.
Tra i dossier aperti c’è anche quello relativo al ruolo di Zaia all’interno della struttura dirigente. La sua permanenza come vicesegretario appare infatti sempre meno scontata, mentre cresce il peso politico dei governatori del Nord, intenzionati a riportare al centro del dibattito l’identità storica e autonomista della Lega.


