
Ci sono casi che non smettono mai di pesare sul presente. Il delitto di Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a riemergere tra carte, ricostruzioni e nuove domande. E oggi a riportare l’attenzione sull’inchiesta è un video: le immagini dell’interrogatorio di Marco Poggi, fratello della vittima, davanti ai magistrati della Procura di Pavia.
Nel filmato, Marco Poggi appare deciso e lineare: respinge con forza alcune ipotesi tornate a circolare negli ultimi mesi e si dice pronto a far verificare ogni aspetto che lo riguardi. In una fase delicatissima della nuova attività investigativa, le sue parole diventano un passaggio centrale di un racconto giudiziario che l’opinione pubblica non ha mai smesso di seguire.
Un nuovo filone e un nome che torna nelle carte: Andrea Sempio
L’audizione risale allo scorso maggio e si inserisce nel nuovo filone investigativo che vede indagato Andrea Sempio per omicidio. Un fronte che, nelle ultime settimane, ha riportato sotto i riflettori documenti e conversazioni già note agli atti, alimentando un dibattito che si riaccende ciclicamente attorno alla morte di Chiara.
Tra i punti più discussi emersi in questa fase c’è anche una pista che, per la sua natura, colpisce e divide: quella legata a presunti video privati della vittima. Un tema tornato al centro dopo alcuni riferimenti contenuti nelle carte investigative e in conversazioni attribuite allo stesso Sempio.

La pista dei presunti video privati e la risposta di Marco Poggi
Durante l’interrogatorio, gli investigatori mostrano a Marco Poggi il contenuto di un soliloquio attribuito ad Andrea Sempio: si parla di una pen drive e di immagini intime riconducibili a Chiara Poggi. È un passaggio delicato, perché tocca una delle ricostruzioni più controverse circolate negli ultimi tempi.
La reazione del fratello di Chiara, nel video, è immediata e senza esitazioni. Marco Poggi nega che lui o il suo gruppo di amici abbiano mai visto materiale del genere o ne abbiano discusso all’epoca dei fatti, tracciando una linea netta tra le insinuazioni e ciò che, a suo dire, appartiene alla realtà.

“Controllate lì”: la disponibilità a consegnare i telefoni dell’epoca
Lungo tutta l’audizione, la posizione di Marco Poggi resta coerente: esclude che il suo entourage possa essere stato coinvolto in vicende legate a presunti file privati della sorella e giudica del tutto irrealistica l’ipotesi che Andrea Sempio abbia sottratto una chiavetta Usb con quei contenuti. Per lui, quella teoria non avrebbe basi concrete.
Ma c’è un punto che, più di altri, cattura l’attenzione: Marco Poggi rilancia, chiedendo verifiche dirette sui dispositivi di allora. La frase riportata è testuale e non lascia spazio a interpretazioni: “Ho tutti i cellulari, controllate lì”.

“Mi sembra FOLLE che Sempio ascolti podcast dove si parla di Chiara e a commentare” ct
— ꫂ ၴႅၴ (@Sergio24101) June 11, 2026
Registrazione video di
Marco Poggi a SIT
Sulla USB gli viene chiarito
non è solo Sempio che ne parla
Ma c’è evidenza tecnica
“Ah ok oltre a lui ci sono altre evidenze ecco” ct#Garlasco pic.twitter.com/bp8m7Gl0is
Un’inchiesta che si riapre tra verifiche, reperti e vecchie domande
Secondo quanto emerso, il fratello di Chiara avrebbe spiegato di non avere alcun problema a mettere a disposizione i vecchi cellulari usati in quegli anni, chiedendo controlli completi per dimostrare l’assenza di elementi capaci di collegarlo alle ipotesi avanzate negli ultimi mesi. Una disponibilità che, in una fase così sensibile, assume un peso specifico.
Le sue dichiarazioni arrivano mentre gli inquirenti stanno rivalutando documenti, testimonianze e reperti raccolti nel corso del tempo. L’obiettivo, ancora una volta, è capire se possano emergere dettagli utili a chiarire definitivamente ciò che accadde nella villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007.
Il caso Garlasco e l’eco sui social: “Andate a verificare tutti i telefoni”
Come spesso accade nel caso Garlasco, il dibattito non resta confinato alle aule giudiziarie. Sui social, molti utenti commentano proprio la disponibilità manifestata da Marco Poggi, leggendo in quel gesto la volontà di chiudere ogni spiraglio di dubbio con un accertamento tecnico.
Tra i messaggi più condivisi si leggono frasi come: “Se Marco Poggi chiede di controllare i cellulari, allora bisogna farlo subito”. Altri scrivono: “Andate a verificare tutti i telefoni dell’epoca”. E ancora: “I cellulari possono raccontare molto più di tanti ricordi”, “Gli inquirenti raccolgano la sfida e facciano tutte le verifiche necessarie”, “Se esistono ancora dati recuperabili, è giusto analizzarli”, “Controllare i telefoni di Marco Poggi potrebbe chiarire definitivamente questa vicenda”, “Ogni dispositivo va esaminato senza lasciare zone d’ombra”, “Dopo quasi vent’anni servono accertamenti approfonditi su tutto”.


