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Riportato in Italia il terribile criminale: “Nella lista dei più pericolosi”. Arrestato dopo anni di latitanza

Pubblicato: 12/06/2026 13:18

La cooperazione giudiziaria internazionale e il costante monitoraggio dei flussi finanziari illeciti rappresentano due dei pilastri fondamentali nella strategia globale di contrasto alle grandi organizzazioni transnazionali. Quando i network criminali riescono a stabilire basi logistiche stabili all’estero, sfruttando sofisticati sistemi di comunicazione e canali di riciclaggio apparentemente impenetrabili, la risposta delle autorità di pubblica sicurezza deve necessariamente muoversi su un doppio binario, unendo l’analisi tecnologica all’azione sul campo. Comprendere l’evoluzione di queste reti e la capacità dei loro elementi di spicco di muoversi indisturbati tra diverse giurisdizioni europee consente agli investigatori di mappare i nuovi assi del mercato clandestino, neutralizzando i nodi strategici che alimentano le principali piazze di distribuzione locali.

L’estradizione a Fiumicino e la rete dei latitanti

Un importante successo nel contrasto alle strutture apicali della criminalità organizzata ha trovato la sua conclusione formale sulla pista di uno dei principali scali aeroportuali italiani. Antonio Gala, considerato dagli investigatori uno dei broker del narcotraffico tra Spagna e Italia e inserito nella lista dei latitanti più pericolosi, è stato riportato ieri, giovedì 11 giugno, in Italia dopo l’arresto avvenuto a Marbella, in Spagna. L’uomo, condannato in via definitiva a 18 anni di carcere per associazione finalizzata al traffico di droga aggravata dal metodo mafioso, è atterrato all’aeroporto di Fiumicino scortato dagli agenti del Fast (Fugitive Active Search Team) Italia, la squadra specializzata nella cattura dei latitanti internazionali. Il suo nome è collegato alla piazza di spaccio di Tor Bella Monaca e, quindi, al boss Giuseppe Molisso, ora al 41bis.

L’operazione chiude una lunga caccia all’uomo che ha coinvolto forze di polizia italiane e spagnole, coordinate attraverso le reti internazionali Enfast e I-CAN di Interpol. L’indagato era stato arrestato il 30 marzo scorso a Marbella, località della Costa del Sol considerata da tempo uno dei principali rifugi dei criminali italiani in fuga. La pena era diventata esecutiva nel 2024, quando si era già dato alla macchia. Le sue ricerche erano però iniziate ancora prima, nel 2023, nell’ambito di un procedimento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che aveva coordinato le indagini dei carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna.

Le chat criptate e i canali del riciclaggio

Secondo le sentenze già passate in giudicato, il promotore dell’organizzazione si occupava direttamente di supervisionare il transito transfrontaliero delle sostanze vietate, mantenendo un ruolo attivo nonostante la distanza geografica. Gala avrebbe promosso un’organizzazione criminale dedita all’importazione, alla detenzione e alla distribuzione di ingenti quantitativi di hashish e cocaina. Non solo. Avrebbe continuato a operare nel circuito del narcotraffico anche da Marbella, gestendo l’approvvigionamento e il trasporto di grandi quantitativi di stupefacenti lungo l’asse Spagna-Italia.

A ricostruire il suo ruolo sarebbero state anche le conversazioni contenute nella piattaforma criptata Sky ECC, utilizzata da numerose organizzazioni criminali. Nelle chat, spiegano gli investigatori, lo stesso protagonista si sarebbe definito lui stesso “latitante” e avrebbe coordinato le operazioni logistiche necessarie a far arrivare la droga fino ai clienti finali. Parallelamente, il suo nome era emerso anche nell’operazione “Fei Chien”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e condotta dal Gico della guardia di finanza, in cui era stata colpita con 33 misure cautelari un’organizzazione dedita al riciclaggio del denaro proveniente dal narcotraffico inviando le somme in Cina.

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