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“Ritrovata proprio lì…”. Italia, scomparsa da giorni e ora la tragica notizia. Lacrime

Pubblicato: 12/06/2026 15:31

La gestione della sicurezza nei territori montani e l’implementazione di tecnologie d’avanguardia per il monitoraggio delle aree impervie rappresentano tematiche di cruciale rilevanza per la tutela della pubblica incolumità. Quando i percorsi naturalistici e i cammini storici registrano un incremento di frequentatori, la complessa macchina dei soccorsi deve costantemente aggiornare i propri standard operativi per far fronte a imprevisti legati alla conformazione del terreno o a improvvise variazioni logistiche. Analizzare l’efficacia della cooperazione interforze in scenari geograficamente complessi permette di comprendere l’importanza strategica della prevenzione e la necessità di una costante mappatura digitale dei tracciati isolati.

Le ricerche sul tracciato e la svolta tecnologica

La mobilitazione dei soccorritori ha permesso di fare luce su un tragico evento che ha interessato le prealpi venete, attivando un protocollo di emergenza che ha visto l’impiego coordinato di diverse specializzazioni operative. È stato trovato ieri, in fondo a un impervio canalone, il corpo senza vita di un’escursionista anglo-neozelandese di 68 anni, le cui ricerche erano cominciate la sera di martedì 9 giugno, dopo il suo mancato arrivo nel B&b di Alano di Piave. La donna, che stava percorrendo il Cammino retico, martedì sarebbe stata vista ritornare in direzione del punto di partenza a Seren del Grappa ma è stata ritrovata in un punto diverso. L’ipotesi è che a un certo punto abbia sbagliato sentiero, finché non è scivolata per un centinaio di metri.

La localizzazione è stata resa possibile grazie all’impiego coordinato dei droni dei Vigili del Fuoco e dell’elicottero della Guardia di Finanza, entrambi dotati di tecnologia Imsi Catcher, che ha consentito di circoscrivere e individuare la posizione del telefono cellulare. Lo strumento si è rivelato fondamentale per indirizzare le squadre di terra verso la depressione rocciosa in cui si trovava la vittima, riducendo drasticamente i tempi di perlustrazione in un quadrante caratterizzato da una fitta vegetazione e da pareti scoscese che avrebbero reso quasi impossibili i tradizionali controlli a vista.

Il recupero e le forze in campo

Le operazioni di recupero della salma hanno richiesto un notevole sforzo logistico da parte delle autorità, impegnate per ore in un contesto ambientale particolarmente ostile e scosceso. Alle ricerche e al recupero hanno partecipato una sessantina di soccorritori, considerando gli uomini del Soccorso Alpino, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e delle unità cinofile della Polizia di Moena. I tecnici alpini e i finanzieri del Sagf si sono calati all’interno del canalone per mettere in sicurezza l’area e provvedere alla rimozione del corpo, trasferito successivamente a valle dopo aver ottenuto il nulla osta della magistratura competente per gli accertamenti medico-legali di rito.

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