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Corteo per la remigrazione a Roma e contro-manifestazione antifascista: tensione nella capitale

Pubblicato: 13/06/2026 16:41

Il corteo nazionale “Remigrazione e Riconquista” ha attraversato nel pomeriggio di sabato il quartiere Prati, tra piazza della Libertà e piazza Risorgimento, a poche centinaia di metri da San Pietro. La manifestazione, promossa dall’omonimo comitato promotore, nasce a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a contrastare l’immigrazione irregolare in Italia. Secondo gli organizzatori, il testo avrebbe già superato le 150mila firme. Il percorso del corteo si è svolto lungo via Cola di Rienzo, con le strade presidiate dalle forze dell’ordine e numerose camionette schierate lungo l’itinerario. In testa al corteo campeggiava lo striscione con il nome del comitato, mentre tra i partecipanti erano visibili decine di tricolori e molte magliette nere. Alla mobilitazione hanno aderito anche realtà dell’estrema destra, tra cui CasaPound.

Dal comitato organizzatore è arrivata una presa di posizione netta. I promotori hanno dichiarato di essere stanchi di «degrado, insicurezza, spaccio e criminalità» e hanno chiesto misure «drastiche» per fermare i flussi migratori irregolari. «L’immigrazione non può continuare a essere spacciata come una risorsa», hanno sottolineato, rivendicando l’obiettivo di espellere i criminali e sanzionare anche chi, tra i cittadini italiani, lucra sui flussi migratori. Durante la partenza del corteo sono stati lanciati slogan contro gli antifascisti e contro i comunisti. Luca Marsella, presidente del comitato, ha anche commentato la figura del generale Roberto Vannacci, prendendo le distanze: «Non ci rispecchiamo in quello che dice Vannacci perché a noi interessano i fatti. Quando andrà lì non combinerà niente».

Contro-corteo al Verano: “Cacciamo il governo Meloni

In parallelo, da piazzale del Verano è partita la risposta dei movimenti antagonisti. Collettivi studenteschi, organizzazioni antifasciste e realtà sociali hanno dato vita a un contro-corteo che ha radunato diverse centinaia di persone. Tra i partecipanti figuravano gruppi dell’Unione Sindacale di Base, della Rete dei Comunisti, di Potere al Popolo, movimenti per la casa, collettivi pro-Palestina, centri sociali e realtà anarchiche. Gli striscioni esposti riportavano messaggi contro il governo e contro la proposta di remigrazione: «Unite e uniti respingiamo razzismo, guerre e sfruttamento» e «Smascheriamo i mandanti di remigrazione e ProVita. Cacciamo il governo Meloni».

Aprendo la manifestazione, uno degli organizzatori ha spiegato al megafono che il corteo non intendeva limitarsi alla risposta antifascista, ma voleva allargare la protesta ai temi della guerra, dello sfruttamento e della situazione in Palestina. Il corteo si è quindi mosso in direzione Porta Pia, con l’obiettivo simbolico di raggiungere la sede del ministro Matteo Salvini. «Non per fare testimonianza, ma per dirgli che se ne deve andare ora e subito», hanno dichiarato gli organizzatori dalla partenza. Dal camion in testa al corteo, una delle organizzatrici ha rimarcato l’obiettivo: «Gli porteremo i nostri regali, non stiamo venendo in pace».

La Cgil scende in piazza dal Colosseo

Una terza mobilitazione ha visto protagonista la Cgil di Roma e del Lazio, con una manifestazione partita dal Colosseo cui hanno aderito l’Anpi nazionale, centri antiviolenza, sportelli migranti della capitale e diverse organizzazioni studentesche. Il segretario Natale Cola ha preso posizione con chiarezza: «Siamo qui innanzitutto perché siamo arrabbiati perché non è stata vietata la manifestazione nel quartiere Prati per la remigrazione, crediamo che quella piattaforma sia contraria alla Costituzione». Cola ha quindi chiesto alle forze politiche che sostengono la remigrazione di «occuparsi dei problemi veri». La giornata ha dunque visto Roma blindata tra Prati e Verano, con le forze dell’ordine impegnate a presidiare le aree interessate dai due cortei contrapposti, in una città spaccata tra due visioni opposte sul tema dell’immigrazione e dell’antifascismo.

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