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Trump annuncia la firma dell’accordo con l’Iran: “Hormuz aperto a tutti domani”

Pubblicato: 13/06/2026 19:20

Donald Trump esulta e annuncia la svolta definitiva: la guerra con l’Iran è agli sgoccioli, l’accordo è pronto e la firma è attesa per le prossime ore. Il presidente americano lo ha scritto sul suo social Truth, indicando che subito dopo la sottoscrizione lo Stretto di Hormuz tornerà “aperto a tutti”. Un annuncio in piena regola, con tanto di maiuscole enfatiche, che però si scontra con una realtà negoziale ancora fluida e con le smentite parziali che arrivano da Teheran.

Dopo settimane di annunci e smentite, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l’intesa per la fine della guerra permetterà la riapertura dello Stretto di Hormuz. La firma potrebbe avvenire a Ginevra già domenica o al più tardi lunedì. La mediazione del Pakistan ha svolto un ruolo centrale nel portare le parti a questo punto cruciale dei negoziati, con un processo avviato circa due mesi fa e interrotto da fasi alterne di crisi e dialogo.

Il memorandum in 14 punti e i nodi irrisolti

Una bozza di memorandum in 14 punti tra Stati Uniti e Iran delineerebbe il percorso verso un’intesa su nuclearesanzioni e sicurezza regionale. I media iraniani vicini al team negoziale di Teheran hanno precisato che il testo è ancora al vaglio delle autorità competenti. Il documento è descritto come un accordo a due velocità: una prima fase riguarda il congelamento del conflitto e la riapertura dello Stretto, una seconda fase affronta i temi più spinosi come il programma nucleare e la revoca delle sanzioni.

Secondo agenzie internazionali, l’intesa preliminare potrebbe essere firmata già domenica a Ginevra dal vicepresidente statunitense J.D. Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf. Teheran frena: l’agenzia Fars, vicina ai Pasdaran, ha definito la firma in Svizzera “un’illusione americana”, mentre il ministro Araghchi ha ammesso che il testo “non è mai stato così vicino” alla conclusione, invitando però a non speculare prima della finalizzazione. Le versioni sui contenuti divergono, con Washington e Teheran che leggono il memorandum in modo sensibilmente diverso.

Hormuz: aperto, ma a condizioni nuove

Il cuore strategico dell’accordo ruota attorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Il ministro Araghchi ha chiarito che la gestione dello Stretto “non tornerà al sistema precedente alla guerra”: saranno applicate tariffe obbligatorie per i servizi nello stretto, finora gratuiti. Il ministro ha ribadito che la sovranità appartiene a Iran e Oman e che non esiste alcun passaggio marittimo internazionale riconosciuto. Una posizione che contraddice almeno in parte l’annuncio trionfalistico di Trump, secondo cui Hormuz sarebbe aperto incondizionatamente a tutte le navi.

Le questioni più delicate nei negoziati, dal programma nucleare alla gestione dello Stretto, saranno affrontate solo dopo un’intesa preliminare tra le parti. I media di Stato iraniani riferiscono che il memorandum attualmente in discussione non includerebbe ancora accordi definitivi su questi dossier: i colloqui sul nucleare dovrebbero svolgersi entro 60 giorni dalla firma dell’accordo iniziale, aprendo una seconda fase negoziale.

Tensione alta: droni abbattuti nella notte

La corsa all’accordo non ha fermato gli scontri sul terreno. Nella notte l’Iran ha lanciato diversi droni d’attacco per colpire navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz; le forze statunitensi hanno dichiarato di averli abbattuti. Un episodio che evidenzia quanto sia precario l’equilibrio attuale, con le diplomazie al lavoro su un testo finale mentre i militari continuano a fronteggiarsi nelle acque più strategiche del Medio Oriente.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che l’accordo Teheran-Washington non verrà firmato domenica, citando le “posizioni contraddittorie” assunte dall’amministrazione americana nel corso dei negoziati. Una smentita diretta che contrasta con l’ottimismo ostentato da Trump su Truth, alimentando l’incertezza su tempi e modalità della firma.

I mercati scommettono sulla pace

La prospettiva della fine del conflitto ha convinto i mercati internazionali: le borse asiatiche hanno registrato un forte rialzo e anche l’Europa ha accelerato. Il prezzo dell’energia ha frenato la sua corsa, con gli operatori che prezzano uno scenario di riapertura di Hormuz e allentamento delle tensioni nel Golfo Persico. Il memorandum d’intesa includerebbe anche lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero, con Araghchi che ha dichiarato che nessun asset iraniano potrà restare congelato e che è stato elaborato un piano di ricostruzione per compensare i danni subiti dall’Iran.

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