
Il dossier Iran domina il G7 di Evian, dove i leader delle principali economie mondiali sono chiamati a confrontarsi sulle conseguenze del memorandum d’intesa raggiunto tra Stati Uniti e Teheran. Al centro del summit c’è soprattutto la riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico globale.
A catalizzare l’attenzione è stato il primo incontro tra Donald Trump ed Emmanuel Macron dopo l’annuncio dell’accordo. Il presidente americano ha assicurato che lo Stretto è già stato parzialmente riaperto e che entro venerdì la navigazione tornerà completamente operativa. Un passaggio che, secondo Washington, potrebbe contribuire a stabilizzare i mercati internazionali.
Nel faccia a faccia con il presidente francese, Trump ha definito il memorandum un risultato storico, spiegando che il negoziato è stato possibile grazie a un nuovo approccio da parte della leadership iraniana. Macron ha accolto con favore l’intesa, definendola un passo importante per la pace e per l’economia mondiale.

Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda il programma nucleare iraniano. Secondo Trump, Teheran avrebbe accettato rigorosi meccanismi di controllo in cambio di una graduale normalizzazione delle relazioni. Il presidente statunitense ha inoltre annunciato che il testo completo del memorandum sarà reso pubblico dopo la firma ufficiale prevista a Ginevra.
L’attenzione della comunità internazionale si concentra ora sulla cosiddetta “fase due”, che punta a garantire la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. La crisi delle ultime settimane aveva infatti provocato forti tensioni sui mercati energetici e preoccupazioni per la sicurezza delle rotte commerciali.
Nelle scorse ore è arrivata anche una dichiarazione congiunta di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, che hanno accolto positivamente l’intesa tra Washington e Teheran. Per le quattro capitali europee, la riapertura senza restrizioni dello Stretto rappresenta una priorità assoluta per la stabilità regionale e per l’economia globale.
I Paesi europei hanno inoltre manifestato la disponibilità a sostenere una missione navale difensiva internazionale, con l’obiettivo di garantire la sicurezza del traffico commerciale e supportare eventuali operazioni di sminamento nelle acque del Golfo.
Proprio su questo fronte Macron ha delineato i contorni dell’iniziativa, spiegando che diverse nazioni europee sono già presenti nell’area e pronte a intervenire rapidamente con fregate, aerei militari e unità specializzate nelle operazioni di bonifica marittima. Trump si è detto favorevole a una presenza alleata, pur ritenendo che la situazione sia ormai sotto controllo.
Anche la premier Giorgia Meloni, presente al vertice di Evian, ha confermato la disponibilità dell’Italia a contribuire a una futura missione internazionale, subordinatamente al via libera del Parlamento. Per la presidente del Consiglio, l’accordo rappresenta un’importante occasione diplomatica: l’obiettivo resta impedire che l’Iran si doti dell’arma nucleare e garantire al tempo stesso la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.


