
L’Ucraina ha lanciato nelle ultime ore un nuovo massiccio attacco con droni contro infrastrutture energetiche russe, prendendo di mira un deposito di carburante nella regione di Krasnodar e, secondo diverse fonti, anche la raffineria di Kapotnya, il più importante impianto di raffinazione dell’area di Mosca. Gli attacchi si inseriscono nella strategia di Kiev volta a colpire la capacità logistica ed energetica della Russia, mentre continuano i combattimenti sul fronte orientale.
Secondo le autorità russe, un incendio è scoppiato in un deposito petrolifero nel villaggio di Poltavskaya dopo la caduta di detriti di un drone. Kiev non ha commentato ufficialmente l’operazione, ma negli ultimi mesi gli attacchi contro raffinerie, depositi e infrastrutture energetiche russe sono diventati sempre più frequenti.
Incendio nel deposito petrolifero di Poltavskaya
L’attacco ha interessato il distretto di Krasnoarmeysky, nella regione di Krasnodar, una delle aree più importanti per la distribuzione di carburante nel sud della Russia. Le autorità locali hanno riferito che l’incendio sarebbe stato provocato dalla caduta di frammenti di un drone abbattuto dalla difesa aerea.
La strada che collega il villaggio di Poltavskaya alla località di Trudobelikovsky è stata temporaneamente chiusa per consentire le operazioni di emergenza e di messa in sicurezza dell’area.
Secondo i media russi, il deposito rifornisce numerose stazioni di servizio del Territorio di Krasnodar e della vicina Repubblica di Adighezia, una funzione particolarmente importante in una fase in cui diverse regioni russe stanno registrando problemi nell’approvvigionamento di carburante.
Nel mirino anche la principale raffineria di Mosca
Parallelamente, diversi canali di monitoraggio e fonti indipendenti hanno riferito di un attacco con droni contro la raffineria di Kapotnya, situata a circa 15 chilometri dal Cremlino.
Secondo queste ricostruzioni, alcuni droni sarebbero riusciti a raggiungere l’area dell’impianto, provocando un incendio visibile a distanza. Al momento non sono arrivate conferme ufficiali da parte delle autorità russe riguardo a eventuali danni strutturali all’impianto.
La raffineria di Mosca rappresenta uno degli asset energetici più importanti della capitale russa. L’impianto, controllato da Gazprom Neft, copre una quota significativa del fabbisogno di carburante dell’area metropolitana e svolge un ruolo strategico nell’approvvigionamento della regione.
Mosca sotto attacco: decine di droni intercettati
Nelle stesse ore il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha annunciato che le difese aeree russe hanno abbattuto decine di droni diretti verso la capitale.
Le autorità hanno parlato inizialmente di 35 velivoli senza pilota intercettati, numero poi aumentato nel corso della mattinata. Segnalazioni di attività della contraerea sono arrivate da diverse località dell’area metropolitana, tra cui Pavlovsky Posad, Ramenskoye e Zhukovsky.
L’episodio conferma la crescente capacità dell’Ucraina di colpire obiettivi situati a centinaia di chilometri dal fronte, mettendo sotto pressione le difese russe anche nelle zone più interne del Paese.
Cresce la pressione sulle infrastrutture energetiche russe
Gli attacchi contro raffinerie, depositi e impianti logistici fanno parte della strategia ucraina volta a ridurre la capacità della Russia di sostenere lo sforzo bellico attraverso la propria rete energetica.
Secondo diverse analisi occidentali, i ripetuti raid degli ultimi mesi avrebbero già compromesso una quota significativa della capacità di raffinazione russa, costringendo Mosca a effettuare lavori di ripristino e a riorganizzare parte della distribuzione interna dei carburanti.
Nel frattempo, il conflitto continua a estendersi ben oltre le linee del fronte tradizionale, con droni e missili che sempre più spesso raggiungono infrastrutture strategiche situate nel cuore del territorio russo.


