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Sorelle scomparse in Abruzzo, il padre rompe il silenzio: “Ho tanti sospetti”

Pubblicato: 16/06/2026 08:41
Sorelle scomparse: immagine del caso Sarah e Alysia Di Giacinto

La storia di Sarah Di Giacinto (12 anni) e Alysia Di Giacinto (16 anni) continua a tenere tutti con il fiato sospeso. Le due sorelle sono scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, e da allora ogni dettaglio diventa un tassello da incastrare.
Tra ipotesi, verifiche e nuove dichiarazioni, il punto resta uno: capire se si sia trattato di un gesto improvviso o di qualcosa di più strutturato. E oggi, al centro del racconto, pesano soprattutto le parole del padre: “Ho tanti sospetti, ma non posso dare la colpa a nessuno. Escludo però una fuga solitaria”.

Una sparizione che lascia domande aperte

Chi segue il caso lo sa: non è una di quelle vicende che si spiegano con una sola frase. Le ricerche si sono allargate, mentre gli investigatori ricostruiscono gli spostamenti e ascoltano chi era vicino alle ragazze.

Intanto, il racconto pubblico si arricchisce di particolari: cosa hanno portato via, con chi potevano essere in contatto, e soprattutto cosa è successo nelle ore tra la serata del 6 giugno e l’alba del giorno dopo.

Caso delle sorelle scomparse: seconda immagine legata alle ricerche

Fuga pianificata: gli indizi che fanno discutere

Tra le piste considerate dagli inquirenti, prende spazio quella di una fuga organizzata. L’idea è che non si sia trattato di un allontanamento impulsivo, ma di qualcosa preparato nei giorni precedenti.

Un elemento viene indicato come particolarmente significativo: le due adolescenti avrebbero portato con sé vestiti, trucchi e oggetti personali. Per chi indaga, è un segnale che suggerisce una scelta ragionata, non un’uscita “al volo”.

Le parole del fidanzato e la frase che resta lì

In questo quadro si inserisce anche quanto detto dal fidanzato della maggiore, ascoltato nuovamente dai carabinieri il 15 giugno. Durante un intervento a La Vita in Diretta, il ragazzo ha pronunciato una frase che ha immediatamente acceso l’attenzione: “L’hanno presa. Avevano paura di uscire la notte”.

È una dichiarazione che, per forza di cose, alimenta interrogativi e richieste di chiarimento. Gli accertamenti proseguono proprio per capire se ci siano elementi concreti a supporto di questa ricostruzione.

I “pizzini” nella stanza: cosa sta verificando la Procura

Tra gli aspetti più delicati emersi di recente ci sono alcuni biglietti trovati nella stanza delle due sorelle. La Procura di Sulmona sta esaminando il contenuto di questi messaggi, descritti come possibili “pizzini”.
Secondo quanto trapela, potrebbero essere comunicazioni in codice usate per mantenere contatti con qualcuno all’esterno. Se l’ipotesi trovasse riscontri, rafforzerebbe ulteriormente l’idea di una fuga coordinata.

L’ultimo avvistamento e la finestra rotta

Le immagini delle telecamere collocano Sarah e Alysia la sera del 6 giugno, intorno alle 21:30, in un bar all’aperto vicino a un impianto sportivo della zona. È, al momento, l’ultimo avvistamento considerato certo.

Poco dopo sarebbero rientrate nella struttura. Poi, il vuoto. La ricostruzione parla di un allontanamento avvenuto tra le 2 e le 5 del mattino, passando da una finestra rotta senza inferriate: un dettaglio che ha sollevato polemiche sulla sicurezza e sulla sorveglianza notturna.

Ricerche per le sorelle scomparse: immagine collegata alla ricostruzione

Ricerche tra Abruzzo e Lazio: le aree sotto osservazione

Le operazioni sul campo sono imponenti. Carabinieri e vigili del fuoco stanno battendo un’area ampia tra Abruzzo e Lazio, con controlli mirati anche in punti difficili da raggiungere.

Sotto osservazione ci sono Minturno, dove vive parte della famiglia, ma anche la zona del Lago di Barrea e le direttrici che collegano Castel di Sangro, Avezzano e Passo Godi. Gli investigatori stanno verificando casolari abbandonati, grotte e rifugi isolati.

La denuncia del padre e i sospetti che non lo lasciano

Nel frattempo il padre delle ragazze ha presentato una seconda denuncia contro i responsabili della casa famiglia, sostenendo che non ci sarebbe stata un’adeguata vigilanza. L’ipotesi indicata è quella di abbandono di minori.

Il presidente della struttura, Maurizio Volpini, respinge le accuse e si dice pronto a difendersi. Ma il punto emotivo, in queste ore, resta nelle parole del padre: “Ho tanti sospetti, ma non posso dare la colpa a nessuno. Escludo però una fuga solitaria”. Una frase che pesa e che continua a orientare lo sguardo su scenari ancora tutti da chiarire.

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