
La povertà non è più un fenomeno legato esclusivamente alle emergenze economiche o ai periodi di crisi più acuti. Sempre più spesso si presenta come una condizione stabile, capace di accompagnare le persone per lunghi periodi della loro vita e di coinvolgere categorie che fino a pochi anni fa apparivano meno esposte al rischio di esclusione sociale.
Dietro i numeri ci sono storie di famiglie che faticano a sostenere le spese quotidiane, lavoratori che pur avendo un impiego non riescono a raggiungere una condizione di sicurezza economica, anziani che affrontano la solitudine e persone che vedono progressivamente ridursi la propria rete di sostegno. Un quadro che fotografa una trasformazione profonda della fragilità sociale nel Paese.
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Record di famiglie assistite dalla Caritas
Il nuovo Rapporto sulla povertà in Italia elaborato dalla rete Caritas evidenzia un dato senza precedenti. Nel corso del 2025 sono state accompagnate 282.539 persone, corrispondenti ad altrettanti nuclei familiari, il valore più alto mai registrato dall’organizzazione.
Rispetto all’anno precedente si registra una crescita dell’1,7%, confermando una tendenza che negli ultimi anni appare costante. I dati provengono da 3.520 servizi informatizzati distribuiti in 206 diocesi italiane, una copertura che interessa quasi la totalità del territorio nazionale e che consente di osservare in modo capillare l’evoluzione dei bisogni sociali.
Secondo il rapporto, la povertà tende sempre più a perdere il carattere di fenomeno temporaneo per assumere una dimensione strutturale, diventando una presenza stabile nella vita di molte famiglie italiane.

Le famiglie con figli restano le più vulnerabili
Tra gli aspetti più significativi emerge il peso delle famiglie con figli minori, che continuano a rappresentare la principale componente della domanda di aiuto.
Oltre la metà delle persone seguite dalla rete Caritas vive infatti all’interno di nuclei familiari con bambini o ragazzi a carico. Una condizione che evidenzia come le difficoltà economiche abbiano effetti diretti non soltanto sugli adulti, ma anche sulle prospettive future delle nuove generazioni.
La gestione delle spese quotidiane, dell’istruzione, dell’abitazione e dei servizi essenziali diventa sempre più complessa per una parte crescente della popolazione, contribuendo ad alimentare situazioni di vulnerabilità che rischiano di protrarsi nel tempo.
Quasi cinque milioni di interventi nel 2025
L’attività della rete Caritas ha raggiunto numeri particolarmente elevati. Nel corso dell’anno sono stati effettuati quasi cinque milioni di interventi, per la precisione oltre 4,8 milioni.
La parte più consistente ha riguardato la distribuzione di beni e servizi essenziali, tra cui generi alimentari e vestiario. Migliaia di interventi sono stati inoltre destinati al sostegno abitativo attraverso forme di accoglienza temporanea o prolungata.
Importante anche il supporto garantito nell’ambito sanitario e nelle attività di ascolto, strumenti considerati fondamentali per intercettare situazioni di disagio sempre più complesse e multidimensionali.
Cresce la povertà tra gli anziani
Uno degli elementi più rilevanti emersi dal rapporto riguarda il progressivo aumento degli anziani in difficoltà economica.
Nel giro di dieci anni il numero degli over 65 assistiti dalla rete Caritas è aumentato del 191%, una crescita nettamente superiore rispetto all’incremento complessivo dell’utenza.
Il fenomeno è legato a diversi fattori che spesso si intrecciano tra loro: riduzione delle risorse economiche, peggioramento delle condizioni di salute, indebolimento delle reti familiari e aumento dell’isolamento sociale.
La povertà degli anziani non si manifesta soltanto attraverso la mancanza di reddito, ma anche attraverso una progressiva perdita di relazioni e punti di riferimento, rendendo più difficile affrontare le difficoltà quotidiane.

Sempre più persone vivono sole
Parallelamente all’invecchiamento della popolazione cresce il fenomeno della solitudine sociale.
Le persone che affrontano la vita senza una rete familiare o relazionale significativa sono aumentate in maniera consistente nell’ultimo decennio. L’incidenza di questa condizione è passata dal 23,8% al 32,9%.
Molte delle situazioni di fragilità intercettate dalla rete Caritas risultano collegate a eventi traumatici o cambiamenti improvvisi come separazioni, lutti o rotture familiari. Circostanze che possono compromettere contemporaneamente stabilità economica, benessere psicologico e relazioni sociali.
Il fenomeno dei lavoratori poveri
Tra gli aspetti che emergono con maggiore forza dal rapporto figura la crescita dei lavoratori poveri, una realtà che interessa un numero sempre più ampio di persone.
Se quasi la metà degli assistiti risulta disoccupata, una quota significativa possiede invece un lavoro che non garantisce entrate sufficienti per mantenere condizioni di vita dignitose.
La situazione appare particolarmente evidente nelle fasce centrali dell’età lavorativa, dove il fenomeno raggiunge livelli elevati. Si tratta di persone che, pur partecipando al mercato del lavoro, continuano ad avere bisogno di sostegno per affrontare le spese essenziali.
Il confronto con il passato evidenzia una trasformazione importante: dieci anni fa gli occupati rappresentavano una quota molto più contenuta tra coloro che si rivolgevano alla rete Caritas.
L’emergenza abitativa continua a pesare
Accanto alle difficoltà economiche resta centrale il tema della casa. Migliaia di persone vivono condizioni di precarietà abitativa o si trovano senza una dimora stabile.
Secondo il rapporto, oltre 24mila persone senza casa o senza tetto sono entrate in contatto con i servizi della rete nel corso dell’ultimo anno.
A queste situazioni estreme si aggiungono le difficoltà legate al pagamento degli affitti, delle utenze e delle spese ordinarie di gestione dell’abitazione. L’accesso a una casa adeguata continua a rappresentare uno dei principali fattori di stabilità sociale e familiare.
Una povertà sempre più strutturale
Il quadro delineato dal rapporto mostra una povertà in Italia sempre più complessa e radicata. Non si tratta soltanto di una mancanza di risorse economiche, ma di una condizione che coinvolge salute, lavoro, relazioni sociali e possibilità di costruire progetti per il futuro.
L’aumento delle famiglie assistite, la crescita degli anziani fragili, l’espansione del fenomeno dei lavoratori poveri e le difficoltà legate all’abitare descrivono una realtà in cui la vulnerabilità sociale assume forme sempre più diffuse.
Una situazione che, secondo quanto emerge dai dati raccolti dalla rete Caritas, richiede attenzione costante e strumenti capaci di rispondere a bisogni che non appaiono più occasionali, ma sempre più strutturali nella società italiana contemporanea.


