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“Marco Poggi lo sa”. Garlasco, l’annuncio di Angela Taccia su Andrea Sempio e cosa può cambiare

Pubblicato: 16/06/2026 15:16

Il delitto di Garlasco torna ancora una volta a scuotere l’opinione pubblica, in una fase che appare tra le più delicate della nuova inchiesta. Da un lato gli sviluppi investigativi legati ad Andrea Sempio, dall’altro l’uscita dal carcere di Alberto Stasi, che ha ottenuto l’affidamento in prova: due fronti che rendono ogni dettaglio potenzialmente decisivo e, inevitabilmente, discusso.

In questo clima teso e carico di attesa, anche il più piccolo tassello finisce sotto i riflettori: in tv, nei tribunali e nelle conversazioni di tutti i giorni. E la sensazione è che la partita tra accusa e difesa sia tutt’altro che vicina a chiudersi.

Il caso a “Storie italiane” e la presenza in studio

Proprio per questo la puntata di “Storie Italiane”, andata in onda martedì 16 giugno, ha dedicato ampio spazio al caso che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a far emergere interrogativi e contrapposizioni.

Al centro del confronto, per la prima volta in studio, l’avvocata Angela Taccia, legale di Andrea Sempio. Un passaggio che ha dato ulteriore visibilità a una fase investigativa già segnata da tensioni, scelte contestate e attese per i prossimi passaggi giudiziari.

Andrea Sempio al centro della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco

La linea della difesa su Andrea Sempio

Interpellata da Eleonora Daniele, Angela Taccia ha illustrato il lavoro del team difensivo in vista delle prossime tappe. Il nodo principale resta quello dell’eventuale rinvio a giudizio del suo assistito, un’ipotesi su cui la difesa si sta preparando senza alleggerire la pressione.

Nel suo intervento, l’avvocata ha ribadito la necessità di arrivare al confronto, ma con regole e garanzie che ritiene imprescindibili. Taccia ha spiegato: “Noi continuiamo a lavorare in modo serrato, con i consulenti, sono davvero preziosi, ci sono tante questioni tecniche da chiarire, la nostra sarà comunque una tesi di parte, come quella della Procura. Effettivamente non vediamo quasi l’ora di andare a confrontarci, ma in contraddittorio, per questo ci è risultata strana la scelta della Procura di iniziare in questo momento con una consulenza psichiatrica, speravamo di andare a chiarire in contraddittorio elementi che per noi sono dirimenti”.

Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio, ospite a Storie Italiane

Le perplessità sulla consulenza psichiatrica

Uno dei punti più discussi riguarda la scelta della Procura di avviare una consulenza psichiatrica proprio in questa fase. Per la difesa, prima di tutto, bisognerebbe chiarire gli elementi materiali e le tracce legate alla scena del crimine.

Taccia, infatti, ha rimarcato che a suo avviso esistono aspetti investigativi che meriterebbero priorità: “Così potremmo davvero capire se quel 13 agosto Andrea Sempio fosse lì, per noi no. Ma c’è l’impronta 33, l’impronta delle scarpe, che sappiamo sia l’unica vera firma dell’assassino, per noi sarebbe stato importante capire prima quello”.

Alberto Stasi, uscito dal carcere con affidamento in prova

Il nome di Catanesi e la richiesta di garanzie

La trasmissione ha poi acceso i riflettori anche sulla decisione della Procura di affidare la consulenza al professor Francesco Catanesi. Un nome autorevole, ma su cui la difesa ha espresso chiaramente le proprie riserve, soprattutto sul metodo e sulle condizioni dell’accertamento.

Su questo punto Taccia ha ribadito: “Loro inizieranno la consulenza psichiatrica, hanno nominato il professor Catanesi, un luminare, ma nel comunicato stampa, unica cosa ricevuta, sappiamo che faranno solo consulenza sulla base dei documenti, noi non riteniamo di farlo sottoporre perché è un atto di parte. Se ci fosse un giudice terzo imparziale a chiedere la consulenza psichiatrica, la cosa cambia, noi pretendiamo più garanzie difensive possibili”.

La domanda chiave: era davvero sulla scena del crimine?

La posizione della difesa, in sostanza, resta ancorata a un punto: stabilire prima di tutto se Andrea Sempio fosse o meno presente a Garlasco nel giorno dell’omicidio. Un passaggio che, secondo Taccia, dovrebbe venire prima di qualsiasi valutazione sulla personalità dell’indagato.

E infatti la legale ha sintetizzato così il suo interrogativo: “Prima di capire la personalità, perché non andiamo ad accertare con delle prove se Andrea Sempio fosse davvero stato sulla scena del crimine?”.

Le registrazioni in auto e la spiegazione della difesa

Nel corso della puntata si è tornati anche su un tema che negli ultimi mesi ha fatto discutere: le registrazioni di conversazioni che Andrea Sempio avrebbe avuto da solo in automobile. Un comportamento che aveva attirato l’attenzione degli investigatori e degli osservatori del caso.

Angela Taccia ha ricordato che se ne era già parlato all’inizio delle indagini, fornendo una spiegazione legata alla sfera personale del suo assistito: “Sì, se ne era parlato gà nei primi mesi dell’indagine, io avevo detto che usava il soliloquio per digerire meglio alcuni eventi del passato, come per la morte di un amico. Lui diceva che questo lo aiutava perché non si poteva permettere una psicoterapia, aveva letto che questo potesse essere utile”.

La voce femminile e il riferimento al podcast

Un altro passaggio finito sotto i riflettori riguarda il momento in cui Sempio imitava una voce femminile. Anche qui, la difesa sostiene di aver già chiarito e documentato la questione con una memoria difensiva.

Taccia ha spiegato: “Abbiamo depositato una memoria difensiva con una spiegazione documentando tutto, stava commentando tesi di utenti relative a un podcast, oltre a temi già trattati il mese prima. Rivedendo la videosit di Marco Poggi abbiamo notato che anche i PM sottolineano che lui stesse commentando un podcast, quindi ci stanno dando ragione“. E Marco Poggi era stato informato del fatto.

Uno scontro destinato a continuare

Le parole della legale confermano quanto il caso Garlasco resti una vicenda ancora apertissima, dove ogni scelta investigativa viene letta come un segnale e ogni dettaglio può cambiare l’equilibrio tra accusa e difesa.

Con l’attenzione nazionale ancora altissima e nuovi passaggi giudiziari all’orizzonte, il confronto sembra destinato a proseguire a lungo. E, come spesso accade nei casi più dolorosi e divisivi, la verità resta lì: cercata, contesa, e ancora tutta da mettere in fila.

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