
Il consenso di Roberto Vannacci continua a crescere e, soprattutto, cambia gli equilibri del centrodestra. A fotografare l’origine degli elettori di Futuro Nazionale è un’elaborazione dell’istituto Tecnè, realizzata su un campione cumulato di circa 10mila interviste raccolte tra l’11 maggio e il 15 giugno 2026.
Il dato più significativo riguarda la provenienza degli attuali sostenitori del movimento guidato dall’ex generale. Ben il 34% di chi oggi sceglierebbe Futuro Nazionale alle urne aveva votato Lega alle elezioni europee del 2024. Un travaso di consensi che conferma come la formazione di Vannacci stia incidendo soprattutto sul partito di Matteo Salvini, già in difficoltà nei sondaggi delle ultime settimane.
Il secondo serbatoio elettorale è rappresentato dagli astensionisti. Il 26% degli elettori di Futuro Nazionale proviene infatti dall’area del non voto, elemento che suggerisce la capacità del movimento di riportare alle urne cittadini che in passato avevano scelto di non partecipare alla competizione elettorale.
Più contenuta, ma comunque significativa, l’emorragia di consensi per Fratelli d’Italia. Il 18% degli attuali elettori vannacciani aveva sostenuto il partito di Giorgia Meloni alle Europee del 2024. Un dato che spiega il cambio di atteggiamento adottato negli ultimi giorni dalla presidente del Consiglio, passata da una sostanziale indifferenza a un attacco politico diretto nei confronti dell’ex generale.
Sorprende anche la quota di elettori provenienti dal Movimento 5 Stelle, pari al 12%, segno che il messaggio di Vannacci riesce a intercettare una parte di elettorato trasversale, probabilmente accomunato da sentimenti di protesta e disaffezione verso i partiti tradizionali.
Marginale, invece, il contributo degli ex elettori di Forza Italia, che rappresentano appena il 4% del bacino di Futuro Nazionale, mentre un ulteriore 6% arriva da altre formazioni politiche.
Nel complesso, la ricerca evidenzia come la crescita di Futuro Nazionale non sia soltanto un problema interno alla Lega, ma un fenomeno capace di ridisegnare gli equilibri dell’intero centrodestra. Se da un lato Vannacci erode consensi a Salvini, dall’altro sottrae voti anche a Fratelli d’Italia e mobilita una fetta consistente di elettori che si erano rifugiati nell’astensione.
La partita decisiva potrebbe dunque non essere tanto quella tra maggioranza e opposizione, quanto la scelta se includere o meno Futuro Nazionale nella futura coalizione di governo. Un’alleanza che garantirebbe numeri più solidi al centrodestra, ma che rischierebbe di accentuare tensioni e competizione interna tra gli attuali alleati.


